Si blocca la linea 1: traffico in tilt e pendolari infuriati

Traffico in tilt nel centro di Milano, ieri mattina, per un guasto a un treno della linea 1 della metropolitana. Il blocco è avvenuto in prossimità della stazione Cadorna: per un problema di corto circuito elettrico il treno non è riuscito a perfezionare l’ingresso in stazione ed è stato necessario far scendere i passeggeri, che hanno così raggiunto la banchina. Nel frattempo, spiega l’Atm, «il servizio tra le stazioni di Palestro-Lotto e Palestro Gambara è stato effettuato con bus navetta. Sono stati messi a disposizione dei viaggiatori della metropolitana un totale di 66 autobus tra 12 e 18 metri che hanno fatto la spola tra le stazioni». In prossimità di ogni uscita, «28 addetti all’esercizio hanno assistito i passeggeri e regolato il flusso della navette. Oltre che dal personale in strada l’informazione ai viaggiatori è stata garantita dal sistema di Infomobilità di Atm che prevede l’uso di messaggi variabili su paline e pensiline, messaggi audio nelle tre linee del metrò e a bordo di bus e tram».
Tra le 7.30 e le 9, riferisce l’azienda, il numero verde gratuito dell’Atm 800.80.81.81 ha dato assistenza e informazioni ad oltre 1.500 persone. Il servizio sulla linea rossa è tornato regolare intorno alle ore 10, al termine dei controlli di sicurezza che i tecnici hanno voluto effettuare sulla parte della rotaia di alimentazione interessata dal guasto elettrico al convoglio». Il «traffico in tilt e migliaia di cittadini furibondi - accusa il consigliere dei Verdi Enrico Fedrighini -. La situazione è scandalosa: l’amministrazione si assuma la responsabilità del risultato di uno sfacelo decennale».
Ancora più duro il Codacons: «Migliaia di lavoratori - sostiene il presidente Marco Maria Donzelli - sono giunti in ritardo ai posti di lavoro. Un danno, quello provocato ai pendolari, che si aggira intorno al milione di euro». Ora, si domanda, «chi risarcirà i milanesi per questi disagi? Non è possibile, e nemmeno credibile, che una città vada in tilt per la rottura di un convoglio della metropolitana. Non è un caso che il corto circuito si sia verificato sulla linea 1, la più vecchia, e che la rottura del convoglio abbia poi prodotto danni anche alla linea. La realtà è che la «rossa» richiede investimenti straordinari e convogli nuovi». Il Codacons invita i consumatori che hanno subito evidenti danni «a ricorrere al giudice di pace chiedendo un risarcimento. Fino a 516 euro possono farlo senza bisogno dell’assistenza di un avvocato. Il Codacons offre comunque assistenza e ipotizza una class action».