Si blocca il ponte, barche intrappolate

Stefano Vladovich

Si rompe il ponte mobile: prigionieri sul Tevere. Ferragosto «in banchina» per centinaia di diportisti attraccati al porto-canale di Fiumicino. Il delicato (e antiquato) meccanismo di sollevamento, che consente il passaggio a mare delle barche di notevoli dimensioni, nonché di quelle a vela, è guasto da lunedì. Colpevole l’usura del tempo, parte del delicato ingranaggio si sarebbe spaccata in due. E le catene metalliche che permettono il sollevamento del ponte «2 giugno» si sono bloccate. Inchiodate.
Il fatto è accaduto l’altra mattina durante una manovra di routine. «Siamo riusciti a riposizionare manualmente i due tratti di asfalto interrotti - spiegano i tecnici incaricati della manutenzione - evitando di paralizzare l’intera viabilità da Isola Sacra al centro di Fiumicino e viceversa. Sarebbe stato il caos per il traffico. Purtroppo la parte da sostituire non esiste in commercio, una ditta specializzata la sta costruendo per noi, ma ci vorranno giorni». Almeno una settimana, festa permettendo, per ottenere il pezzo di ricambio, altri giorni per la sua sostituzione e ancora una settimana o due per il collaudo del movimento. L’intervento d’emergenza per chiudere il ponte, difatti, avrebbe compromesso la struttura, tanto che le autorità competenti hanno programmato una manutenzione generale straordinaria dopo i controlli vari. E i tempi per tornare alla normalità si allungano almeno fino alla fine del mese. Annullate, dunque, le uscite in mare per velisti e marinai con imbarcazioni di «pescaggio» superiore ai due metri o, comunque, con alberi e vele. Impossibile per queste il passaggio su Fiumara Grande, il ramo naturale del fiume, sotto il ponte della Scafa, al confine fra Ostia e Fiumicino, per il fondale troppo basso. Una situazione assurda che coinvolge cantieri navali, circoli velici e operatori del settore da diporto. «Fortunatamente devo restare fermo - commenta il comandante di Minerva, una nave oceanografica di grossa stazza ancorata a pochi metri, a monte, del ponte -. Questo periodo non c’è lavoro ma per altri colleghi è un dramma».
Ieri mattina, intanto, si è svolto un incontro tra il sindaco di Fiumicino, Mario Canapini, la Capitaneria di Porto di Roma e l’Autorità portuale per trovare una soluzione. Inferociti gli skipper: «Il ponte 2 giugno da anni è in queste condizioni. È il punto critico della città ed è un problema che deve essere risolto al più presto - commenta Massimo Pettirossi, segretario del Circolo velico -. Un collo di bottiglia, un imbuto, che richiede molta manutenzione». Al termine del mini-vertice nella sede comunale la notizia che lascia con poche speranze tutte le persone tenute in ostaggio nella fossa Traiana: la chiusura a tempo indeterminato, almeno fino al termine dell’intervento e delle prove di stabilità, necessarie dopo la manovra forzata di lunedì. «Pensiamo - continua la Capitaneria di Porto - a un’apertura straordinaria per far uscire le barche a vela, altrimenti sarà necessario disalberarle». Come previsto scoppiano proteste a non finire. «Il Comune ci deve delle spiegazioni - dicono i proprietari delle barche -, vogliamo sapere con esattezza fino a quando ci terrà prigionieri». «Il ponte non rientra fra le nostre competenze - spiega il presidente dell’Autorità portuale di Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta, Giovanni Moscherini - ma siamo disponibili per trovare una soluzione di emergenza. Per risolvere definitivamente il problema, però, abbiamo già in programma la realizzazione di un nuovo ponte e che potremo avviare quando quell’area ricadrà nella nostra giurisdizione. Per il momento stanno facendo tutto il possibile per trovare il modo per tamponare l’emergenza e far uscire gli yacht rimasti al di là del ponte. Le strategie ipotizzate finora sono corrette e hanno coinvolto immediatamente gli esperti del Siit, Servizi integrati infrastrutture e trasporti. In breve tempo sarà consentito di nuovo l’accesso in mare».