Si butta sotto il metrò, illesa

La diciottenne evita l’alta tensione, il convoglio frena e la «sfiora»

Paola Fucilieri

Un miracolo. E come altro potrebbe definirsi il gesto disperato di una ragazza che è rimasta illesa dopo aver tentato il suicidio gettandosi sulle rotaie della metropolitana mentre il convoglio era in transito e stava entrando in stazione?
Davvero una fatalità singolarissima (e, grazie al cielo, molto fortunata) quella capitata a questa giovane. Un fatto accaduto domenica mattina (ma che la polizia ha ritenuto di dover rendere noto solo ieri, ndr) in una delle stazioni e delle linee più trafficate della metropolitana cittadina, quella di Sant’Agostino, sulla «verde», la linea Due.
Dove Manuela T. - una diciottenne tuttora ricoverata nel reparto di psichiatria dell’ospedale San Carlo dov’è stata portata subito dopo aver fallito il suo tentativo di togliersi la vita - ha voluto mettere a segno il suo «programma» pare perché afflitta da non ben precisate problematiche nate negli ultimi tempi in ambito familiare; avvenimenti nei confronti dei quali la poveretta, seppur così giovane, non deve essere stata in grado di reagire con la spensieratezza che si pensa sia tipica della sua età.
Ma com’è riuscita a salvarsi questa giovane? Anzi: come ha potuto addirittura cavarsela quasi senza nemmeno un graffio? E senza rimanere vittima della sferzata di volt una volta a contatto con i binari. Insomma: che cosa ha scongiurato la tragedia domenica mattina alla stazione del metrò di Sant’Agostino?
È successo semplicemente che il conducente del convoglio - già in fase di rallentamento per l’entrata in stazione del convoglio - non appena si è reso conto del gesto della ragazza, ha prontamente azionato il freno di emergenza facendo perdere velocità al treno quasi all’istante. Così, il vagone della metropolitana ha però solo sfiorato la diciottenne, rimasta incastrata tra la prima parte del convoglio e le rotaie sulle quali, sempre il conducente, ha fatto togliere immediatamente la tensione. È bastato che il manovratore della metropolitana facesse retromarcia per liberare la giovane, che non ha riportato nemmeno escoriazioni.
«Per fortuna i conducenti del metrò sono “allenati” dall’esperienza - ci raccontano alla Polmetro -. E riescono ad accorgersi del potenziale suicida per come la persona in questione si sporge con la testa e il busto dalla banchina verso le rotaie mentre il convoglio sta arrivando in stazione. Così, già in fase di rallentamento, riescono a diminuire la velocità del treno ancora più del previsto. E, qualche volta, per fortuna, a salvare la vita a qualche infelice che ha deciso di farla finita».