Si celebra in San Carlo la Domenica delle Rose

La Domenica delle Rose, il 2 marzo, rappresenta un pausa nel cammino quaresimale: sugli altari tornano i fiori e risuona di nuovo la voce dell’organo.
Nei tempi andati a San Pietro si svolgeva una cerimonia risalente al 1096. In quell'anno, alla fine del Concilio di Tours, papa Urbano II benedisse per la prima volta una rosa, donandola al principe che si era maggiormente distinto nei confronti della Chiesa. Si trattava di un ramo, o cespo, con più rose in oro e pietre preziose che in seguito fu donato, sempre nell'ambito della stessa cerimonia, a re e regine meritevoli e rappresentava il Cristo.
Questa ricorrenza era considerata come un traghetto verso l'ultimo periodo della Quaresima, metà della penitenza era ormai superata e la pausa di ristoro simbolicamente corrispondeva alla partenza degli Ebrei verso Gerusalemme dopo la prigionia babilonese.
A partire dal 1759 questo «omaggio» prezioso fu riservato alle regine, le ultime rose d'oro furono date nel 1923 a Vittoria Eugenia di Spagna, nel 1925 a Elisabetta del Belgio, nel 1937 a Elena di Savoia, regina d'Italia.
In questa occasione continua il programma di messe polifoniche a San Carlo in via Balbi (ore 11) con la «Missa brevis in La minore per due soprani, basso e basso continuo» di Francesco Durante, compositore napoletano del Settecento. Ad eseguire la parte musicale saranno la «Schola Cantorum di Santo Stefano» e l'ensemble «Il Cimento degli Affetti» diretti dal maestro Valentino Ermacora.