Si celebrano i Patti Lateranensi "Non si limiti libertà della Chiesa"

Napolitano e Prodi incontrano il segretario di Stato del Vaticano, Bertone, e il cardinale Ruini. Intanto l'ex presidente della Consulta, Mirabelli, ricorda che "gli interventi della Chiesa sui temi etici non violano la Costituzione"

Città del Vaticano - "Laddove vi sia un giudizio che la Chiesa ritenga di poter dare, indirizzato alle coscienze per valutare quanto accade nella società, su temi sui quali vi è una discussione etica e che toccano aspetti fondamentali dell'uomo, lo può fare in esercizio di libertà". Infatti, negli accordi che regolano in Italia i rapporti tra Stato e Chiesa, "la previsione della libertà del Magistero ecclesiastico è netta". Lo ricorda oggi la Radio Vaticana che ha affidato all'ex presidente della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli un commento sulle odierne celebrazioni degli anniversari dei Patti Lateranensi del 1929 e della revisione del Concordato dell'84. L'emittente della Santa Sede ha sottolineato in un servizio che il dibattito parlamentare sul disegno di legge governativo relativo ai diritti delle coppie di fatto prende avvio proprio in coincidenza con la cerimonia alla quale parteciperanno oggi il presidente della Repubblica Napolitano e quelli di Camera e Senato Bertinotti e Marini, che sarà preceduta da un incontro tra Prodi e i due vice premier da una parte, e il segretario di Stato Bertone (nella foto) e il presidente della Cei Ruini dall'altra. Ma secondo il professor Mirabelli, dal Governo non verrà nessun tentativo di fermare o attenuare l'annunciata presa di posizione della Cei sui Dico. "Mi meraviglierei - ha detto il grande giurista - se lo Stato volesse limitare la libertà di espressione della Chiesa, quando assicura la libertà di manifestazione del pensiero e dell'espressione".

Al professor Mirabelli la Santa Sede ha affidato il compito prestigioso di Delegato del Governatorato e la Radio Vaticana gli ha chiesto anche cosa succederebbe in caso di attrito, di non accordo tra Stato e Chiesa. "Il Concordato - è stata la risposta - prevede anche strumenti per superare conflitti. Del resto, ce ne erano già stati in passato, anche in epoca costituzionale, tra Stato e Chiesa. Conflitti che avevano portato anche a formalizzare questo contrasto e a cercare strumenti di composizione e soluzione. Il Concordato stesso prevede che vi possano essere difficoltà sia nella interpretazione del Concordato stesso, sia nei rapporti tra Stato e Chiesa, sia in nuovi campi nei quali la cooperazione tra Stato e Chiesa si renda opportuna. Quello della Chiesa - ha però ricordato Mirabelli - non è mai un insegnamento costrittivo: è un insegnamento rivolto alla persona, alla coscienza degli uomini, i quali si confrontano poi con questo. Attiene successivamente alla loro libertà religiosa aderire o meno a questo insegnamento".