Si chiama Gioia ed è la conduttrice sempre in onda

Il Telethon lo può condurre da sola. Le eroiche maratone di Frizzi e Magalli la fanno sorridere. L’ubiquità la domina col frustino, alle stagioni impartisce ordini di successione perentori, al giorno e alla notte dà il ritmo che vuole lei. Per non parlare delle gambe, che sono più lunghe delle maratone stesse. Gliele riprendono da sinistra, quando è seduta sul divanetto. Le telecamere di solito indugiano sui tacchi modaioli e sulla carteletta griffata Sky che lei appoggia con finta disattenzione su quella chilometrica scrivania di cosce. Succede soprattutto quando parla di calcio, di cinema o di motori. Quando invece passa ad annunciare Pippi Calzelunghe o il documentario di Nat Geo si alza in piedi, la gonna automaticamente si abbassa “sopra” il livello di guardia, la telecamera stringe sulla faccia, lei spalanca il sorriso e cambia persino un po’ la voce. Si chiama Gioia Marzocchi ed è forse la donna che sta più in onda al mondo. Conduce Sky Inside il programma che contiene assaggini di tutto e che si trova prima di ogni “blocco tematico” del satellite. Perciò: sul canale 300 (che introduce il cinema), sul 400 (che introduce i format “life style”), sul 600 (che introduce la programmazione per bambini) e sull’800 (che introduce la terra di tutti e di nessuno: va da Rai Storia a Tele Padre Pio, fino a Caccia e pesca). E lei sta lì, sette giorni su sette, ventiquattro ore su ventiquattro, ad anticipare, intervistare, approfondire tutto ciò che va in onda sul pianeta Sky, a orientare il pubblico.
Un giorno intervista «il Freddo» di Romanzo Criminale, il giorno dopo ha in studio Tata Lucia, quello dopo ancora un astrofisico di fama mondiale che le parla di Marte o Fabio Caressa che le racconta la serie A. Romana, ventinove anni, ex veejay, Gioia avrebbe voluto fare la hostess come sua mamma, e in un certo senso, effettivamente, viaggia. In un certo senso. Solo che incapsulata com’è nel futuristico studio di Sky, con quei suoi abitini vagamente optical smanicati d’estate e d’inverno, elegante di mattina e di notte, con quel suo stare insomma costantemente “accesa”, il pubblico si è fatto di lei l’idea di una specie di aliena nutrita a pasticche di aminoacidi. Invece Gioia vive (anche) a Roma, con un fidanzato e un meticcio di nome Luna, si è laureata in Scienze Politiche, studia recitazione, ha girato un corto (Senza tempo) per Gabriele Muccino che a giugno è uscito a Londra, rumina film con gran gusto, le piacerebbe diventare critico cinematografico, ha smesso di giocare a tennis quando ha capito che non sarebbe mai diventata la Sharapova e ha ricominciato con il golf perchè ha deciso che le veniva meglio. Perché noi la vediamo ogni volta che facciamo zapping, ma lei in realtà registra per quattro giorni al mese e poi va in onda a rotazione. Ma assemblare quella registrazione è come cucinare un piatto con delicatissime dosi. Ne sa qualcosa la costumista, per esempio, che deve trovarle il look giusto. Qualcosa che regga per tutto il tempo della messa in onda, qualcosa adatto a qualsiasi telespettatore. Perciò: «Troppe paillettes per il mattino», «questo è too much», «Naaaaaaa»...
Nella «bolla spaziale» di Sky Inside Gioia si è infilata quasi quattro anni fa, e la adora. Adora fluttuare tra un film di Carlo Verdone e un cartone animato, tra un reality sui matrimoni e i cuochi di Gambero Rosso, tra un programma di viaggi e una partita di basket. Crede che a Sky l’abbiamno scelta (era andata al casting su suggerimento dell’agente del suo fidanzato) perché è comunicativa, adattabile, per nulla vamp. Che sarebbe un atteggiamento imbarazzante per una che deve andare in onda ad ogni ora e parlare a chiunque: il bambino, il tifoso, la casalinga. Certo, su un aereo avrebbe fatto meno fatica.