Si chiama Parodi la regina del pesto

Si chiama Luciana Parodi. È una signora sessantenne di Genova che da ieri si può fregiare del titolo di campione mondiale di pesto genovese al mortaio. La gara è iniziata ieri mattina organizzata dall'associazione Palati Fini. Ha raccolto un numero impensato di spettatori, sono almeno un migliaio i genovesi che si sono recati a palazzo Ducale per seguire la competizione. Per gli iscritti alla gara la metà era di Genova, gli altri rappresentavano molte regioni italiane ma anche nove Paesi stranieri tra i quali il Belgio, l'Argentina, la Germania, la Francia, gli Stati Uniti e la Spagna.
È stata anche una kermesse che è servita a propagandare l'utilizzo degli ingredienti locali, in particolare il basilico dop del genovesato. A questo primo appuntamento ne farà seguito un altro il 18 aprile 2008 e, secondo quanto sostengono gli organizzatori, dovrebbe diventare una manifestazione duratura nel tempo.
Da ieri inoltre anche il pesto ligure ha il suo inno ufficiale. A comporlo, e non poteva essere altrimenti, il gruppo genovese dei «Buio Pesto» che lo hanno cantato in anteprima ieri mattina proprio in occasione del Campionato. Musica barocca, testo rigorosamente in dialetto genovese, l'inno descrive la ricetta originale del pesto, con una strofa introduttiva di elogio al suo inventore sconosciuto e l'esortazione finale «Capio foresto, cosci se fa o pesto!».
«Abbiamo scritto questo inno in cui semplicemente narriamo, su una musica del Settecento, la ricetta del pesto, quella come deve essere fatta, con un monito alla fine per tutte le persone che facciano il pesto come esattamente deve essere fatto - spiega Massimo Morini, leader dei Buio Pesto -. Da domani sarà inoltre scaricabile gratuitamente, sia la musica che il testo, dal nostro sito www.buiopesto.it. Non vogliamo guadagnarci niente perchè questo sia l'inno di tutti quelli che amano il pesto, perchè possano cantarlo e insegnarlo alle nuove generazioni». Il testo contiene anche due frasi che non si riferiscono alla ricetta del pesto: «Due frasi religiose - continua Morini - nella prima diciamo che quello che ha inventato il pesto come minimo dovrebbe essere stato fatto santo. E l’ultima, invece, in cui affermiamo che alla tavola di Dio, tra i vari ingredienti, sicuramente è presente anche il pesto».