Si chiude l’era azzurra Tra palco e schermo è il trionfo del bianco Un videowall da 500 metri quadrati e scenografia da concerto rock. Sarà il congresso delle immagini

RomaBianco. Il colore che li assorbe tutti. La luce che unisce le altre. Nuovo, luminosità. Sarà il bianco il tratto del primo giorno del Popolo della libertà riunito. Un colore che non è un caso. Sintesi di differenze e ripartenza.
La scenografia parla così, con un colore che traccia il futuro. La kermesse tutta comunicherà da sola con luci, immagini, metafore per gli occhi. Il bianco, non l’azzurro, sarà il colore predominante alla Fiera di Roma, dove da oggi pomeriggio parte, con l’intervento di Silvio Berlusconi, il Congresso costituente del Pdl. Saranno però gli oratori, ministri, capigruppo, delegati in Europa e negli enti locali, a dover far partire davvero la sintesi del nuovo partito, al di là delle immagini, dei segni e della «scena».
All’ingresso nord, il simbolo ufficiale è stato già issato: alto sulla mastodontica struttura, visibile già a centinaia di metri di distanza. Due interi padiglioni saranno occupati, 12mila metri quadrati di spazi tra struttura principale, sala buffet, salottini per gli oratori, una zona rossa per i ministri, spazio per gli oltre mille giornalisti accreditati da 217 testate (ci sarà anche l’agenzia di stampa giapponese), un mix di impianti tecnologici, luci, audio per 200 chilometri di fili. Verranno serviti 1.500 chili di lasagne e 400 di mozzarella. I delegati saranno 6mila, unico partito ospite fuori dal Pdl la Lega. Ieri sera tutta la zona dei padiglioni è stata bonificata dalla polizia.
Il set, perché così lo si può chiamare, è enorme e molto televisivo: 500 metri quadrati di parete per i filmati, con tre schermi dove contemporaneamente verranno proiettati materiale d’archivio e la «diretta» dell’oratore che parla. È un congresso per immagini, di suggestioni, molto di contatto con il pubblico. Si parla anche così nella politica che diventa arte visiva. Ha già fatto scuola in America Obama, con il suo palco fra la folla, che creava un effetto circolare.
Qui, al congresso del Pdl (costato 3 milioni di euro, compreso il soggiorno dei delegati e l’affitto delle strutture), ci sarà il palco-ponte. Bianco, con due scale laterali, «passaggio dal vecchio al nuovo». Imponente: misura 600 metri quadrati. Ponte, bianco, i tre schermi di presente e passato. Le idee sono tutte dell’architetto Mario Catalano, ma non solo le sue: «La scenografia è stata studiata insieme al presidente Berlusconi», precisa. Le quinte ai lati dei tre schermi rimangono azzurre, di un turchese marino. Ma arriva il bianco, non quello però dei partiti del passato. Sarà forse definito colore post ideologico, perché è questo un termine che piace molto nel Pdl, soprattutto ai giovani. E saranno loro, ragazzi poco più che ventenni, a precedere l’intervento del premier. Le prime file saranno riservate ai ragazzi di sedici anni. Poi una sorpresa: la proiezione di immagini dietro l’oratore forse, ma questo ieri alla fiera faceva parte della suspense, il fuoco d’artificio tenuto in serbo per l'inizio del film, come il nuovo inno del partito.
I titoli di testa li hanno già scritti Ignazio la Russa e Denis Verdini, capomastri ieri per gli ultimi preparativi: «Sarà un grande colpo d’occhio per un grande congresso», dice il ministro della Difesa. «Non ci sarà mai il rischio di una monarchia assoluta - esclude il coordinatore di Forza Italia - Il Pdl punta al 50 per cento più uno». Anche la data è un simbolo: il 27 marzo fu il giorno delle elezioni vinte da Berlusconi nel ’94.
La musica sarà affidata alla banda della Nave Azzurra. Si apre con l’inno d’Italia, seguito dall’Inno alla gioia, omaggio all’Europa.