Si chiude l’era Sodano, Bertone segretario di Stato

da Roma

Il cardinale Angelo Sodano ha la voce rotta dall’emozione mentre ricorda il giorno in cui Giovanni Paolo II, oltre quindici anni fa, annunciava la sua nomina a Segretario di Stato. Nella Sala degli Svizzeri di Castelgandolfo, con Benedetto XVI, ci sono le duecento persone che lavorano in Segreteria di Stato, per la cerimonia del passaggio di consegne: da ieri Tarcisio Bertone, arcivescovo emerito di Genova, è il nuovo «primo ministro» del Papa e il responsabile della diplomazia vaticana. Alla cerimonia è seguito un pranzo, che si è svolto nel centro Mariapoli della cittadina laziale.
Ratzinger legge un messaggio per Sodano: «Avverto l’intimo bisogno di rinnovarle il più vivo ringraziamento per la fedeltà, l’illuminata competenza, la dedizione e l’amore che ha posto nell’operare per il bene della Chiesa». Ricorda che «La Santa sede continuerà a beneficiare anche in futuro del suo apporto», dato che Sodano rimane decano del collegio cardinalizio e membro di varie congregazioni. Al termine della cerimonia, improvvisando, Benedetto XVI aggiunge: «Vorrei estendere il mio ringraziamento a tutti i collaboratori della Segreteria di Stato. Solo grazie a questa rete di collaboratori posso svolgere la mia missione di confermare i fratelli nella fede». Come ricordo, il Papa ha donato a Sodano una copia della statua della Madonna conservata nel santuario bavarese di Altötting.
Nel suo discorso di congedo, il «primo ministro» uscente ha tenuto a precisare che la Segreteria di Stato è una «comunità di lavoro, desiderosa di prestare al Papa un’opera silenziosa e discreta». E quasi a voler rimarcare uno stile, ha insistito particolarmente sul silenzio e sul «servizio fatto di discrezione» ricordando le parole di Isaia «nel silenzio e nella speranza sarà la vostra forza» e il richiamo dei santi: «il bene non fa rumore e il rumore non fa del bene».
Al termine ha preso la parola anche Bertone il quale ha detto di portare con sé la croce pettorale del cardinale Agostino Casaroli, che fu Segretario di Stato dal 1979 al 1990. «Intraprendo una missione peculiare - ha detto il nuovo primo collaboratore del pontefice - e diversa rispetto a quelle che finora mi sono state affidate». «Sono tuttavia lieto che la sua indole innegabilmente pastorale - ha aggiunto, sottolineando anche lui la peculiarità di uno stile - dia continuità alle missioni che ho già svolto e che ben s’incastoni nell’evidente specificità di questo ufficio». Bertone ha quindi detto di aver scritto «una lettera a molti monasteri contemplativi chiedendo loro l’aiuto permanente nella preghiera». L’atmosfera del passaggio di consegne è stata calorosa, il clima familiare. Benedetto XVI ha anche annunciato il nome del nuovo «ministro degli Esteri» del Vaticano, che sostituisce l’arcivescovo Giovanni Lajolo: come anticipato dal Giornale la settimana scorsa è il francese Dominique Mamberti, nunzio in Sudan, nato in Marocco 54 anni fa.