Si è costituito anche il quinto uomo

Alessia Marani

Si è costituito l’ultimo dei cinque componenti del commando che la notte del 5 novembre uccise con un colpo di calibro 9 alla schiena Giuseppe Silvestri, l’imprenditore edile di 42 anni che stava festeggiando in un ristorante della Magliana il compleanno della moglie con figli e parenti. L’omicidio fu il tragico epilogo di una lite furibonda scoppiata a inizio serata per un parcheggio conteso. La vittima cadde sotto gli occhi impietriti del primogenito, di 11 anni. Gli assassini si dileguarono a bordo di due Volkaswagen Golf, successivamente rinvenute dalla polizia. Ieri, a presentarsi negli uffici della Procura di Roma che, contro di lui aveva firmato un mandato di cattura il 9 dicembre, è stato Massimo Di Placido, precedenti per violenza e porto d’armi, l’ultimo a mancare all’appello. Secondo gli investigatori della squadra mobile romana, sarebbe stato lui, amico di Gianluca Calisti, ritenuto l’esecutore materiale, a portare la pistola sul luogo del delitto. Prima di Natale, invece, il 15 dicembre, si era consegnato agli investigatori Alessandro Ciriaci, 21 anni, incensurato, che confessò di avere partecipato al raid punitivo contro Silvestri e, finora, è l’unico al quale il gip ha concesso gli arresti domiciliari.
La spedizione punitiva davanti al «Re per una notte» la pizzeria-cabaret della Magliana, fu organizzata da Luciano Calisti, 33 anni, tecnico specializzato nell’installazione di caldaie, accompagnato dal fratello Andrea, 26 anni e dal nipote Gianluca, trent’anni, spalleggiato appunto dagli amici Ciriaci e Di Placido. Casus belli una feroce discussione che Luciano aveva avuto a inizio serata nel parcheggio del locale con «Pino» Silvestri e uno dei suoi cognati. In particolare Luciano non avrebbe mandato giù l’affronto di essere stato «zittito» e allontanato con prepotenza da Pino e dai suoi familiari subito accorsi a dare man forte. Dunque l’idea di farsi giustizia. Il clima della festa, intanto, tra i Silvestri si fa pesante. «Giuseppe era nervoso - spiegarono allora i parenti, ma anche il titolare del locale, ai poliziotti - fuori il guardiano ci aveva segnalato una Golf di ronda, ogni tanto qualcuno dei Silvestri usciva fuori per vedere se era tutto a posto». Arriva anche una volante, tutto sembra ok. Invece poco prima della mezzanotte scatta il finimondo. A bordo di due Golf piombano nel piazzale rispettivamente Luciano e Andrea, e Gianluca con gli altri due. Calisti e Silvestri si affrontano nuovamente.
I primi oltre che della pistola (di cui pare tutti e cinque fossero a conoscenza) sono armati di crick e bloccapedali. I Silvestri si difendono, anzi paiono avere la meglio, danneggiano persino le due auto, rompono i finestrini. Andrea innesca la retromarcia e investe Giuseppe. Di Placido spara due, tre colpi che, fortunatamente, vanno a vuoto centrando un furgone in sosta e le vetrine di un negozio. A un certo punto, secondo quanto ricostruito dagli ispettori di San Vitale, Luciano, a sua volta in difficoltà, avrebbe gridato al nipote di afferrare la pistola e di sparare.