SI DEVE PARLARE DEI PROBLEMI VERI

Carissimo Massimiliano Lussana, diamo un nome alle cose, prima che l'onda del cittadino deluso, travolga le istituzioni: possibile che a livello di politici romani si possa avere un dipendente in «nero, o non assunto» e che a livello aziendale o artigianale ciò comporti un reato? Possibile che un azienda comunale – provinciale – regionale -statale possa permettersi di chiudere i bilanci in passivo e poi ripianare i debiti con prelievi extra sulla tassazione? Possibile che la colpa di queste passività sia sempre data ai lavoratori e mai ai dirigenti? Possibile che vi siano attività alla luce del sole (prostituzione, droga, cartomanzia, doppio lavoro, lavoro nero, eccetera) che vengono tollerate e/o esentate dal pagamento dei tributi, per poi infierire con chi le tasse le paga ma si è dimenticato di fare uno scontrino? Possibile che i manager pubblici non riescano mai a chiudere un bilancio in attivo mentre un privato in egual situazione sarebbe costretto a chiudere l’azienda? Possibile che per curarsi dobbiamo andare a comprare i medicinali alla Coop quando il prezzo degli stessi è concordato tra industria farmaceutica e stato? Possibile, che sei mesi prima delle elezioni politiche le Coop sapessero che i farmaci sarebbero finiti al supermercato? Possibile che le Coop prestino mano d'opera alle aziende private pagando i loro soci lavoratori, a cinque euro l'ora? Possibile che una cooperativa paghi, a parità di utile lordo, l'Ires al 17 per cento mentre un'azienda privata paga allo stato il 43 per cento? Possibile che tolleriamo chi non rispetta la legge sull’immigrazione? Possibile che un Comune non sappia di quanti taxi abbia bisogno? Possibile che per far andare meglio la giustizia si pensi a liberalizzare le parcelle degli avvocati? Possibile che il male di Genova siano gli autisti di Amt, i lavoratori di Aster, i dipendenti comunali, gli operatori ecologici di Amiu? Non sarà invece un problema di dirigenti (politici) mai colpevoli di nulla? Possibile che la microcriminalità sia diventata un fenomeno che non ti permette più di uscire se non accompagnato? Possibile che per trovare lavoro sei costretto a firmare 200 contratti all’anno per un compenso poi, che non basta nemmeno per sei mesi? Possibile che la casa sia diventata il bene più tassato? Possibile che un dipendente sia pubblico che privato abbia in busta il 40 per cento dei soldi guadagnati? Possibile che un autonomo lavori sette mesi per pagare le tasse e cinque per poter vivere? Possibile che in Italia vi siano milioni di evasori totali? Possibile che esista GestLine, azienda di riscossione tributi, che per mille euro si permette di pignorare il conto corrente o ipotecare un bene immobile? Possibile che un privato per avere ragione su un credito esigibile debba aspettare invece i tempi della giustizia civile (tempi biblici)? Possibile che la benzina in Liguria costi più che in Toscana? Possibile che i beni alimentari a Genova e provicia costino il 20/30 per cento in più che nella restante parte del paese? Possibile che a Genova si paghi l’acqua il doppio della media nazionale? Possibile che Genova sia la città più tassata d’Italia a livello di contribuzione locale? Possibile che in un giorno siano elevate un milione di euro di contravvenzioni (solo ai motociclisti)? Possibile che per risanare Amt si debba fare di Genova un grande parcheggio a pagamento?Possibile che in vent’anni si sia riusciti a fare si e no 10 km di metropolitana? Possibile che un cittadino comune non possa edificare a Genova nemmeno un pollaio e invece qualcuno riesca a fare grattacieli? Potrei continuare all’infinito, ma dato per scontato che ciò possa bastare, dovete sapere che noi cittadini sappiamo dell'esistenza di un perverso meccanismo insito nel funzionamento delle democrazie liberali; chi gestisce la cosa pubblica, presta più attenzione a chi si lamenta e gli si oppone piuttosto che a chi, come noi, obbedisce alle leggi. É una lezione molto usata dai sindacati, dalle multinazionali, dal sistema cooperativistico, dall’apparato ecclesiastico, dalle associazioni musulmane, dalle associazioni industriali che passano tutto il loro tempo a lamentarsi di persecuzioni o discriminazioni, (...)