Come si è diffuso il contagio? È solo colpa delle «alchimie» delle banche statunitensi?

La bufera finanziaria che sta mettendo in ginocchio le economie di tutto il mondo ha le proprie radici negli Stati Uniti e nella grave crisi del mercato immobiliare iniziata la scorsa estate. Oltre a lasciare senza casa molti americani, il tracollo del mattone Usa ha infatti reso simili a carta straccia un gran numero di mutui già catalogati come «a rischio», appunto i cosiddetti «subprime». Il contagio mondiale è avvenuto perché le banche di Wall Street, ricorrendo a sofisticate alchimie finanziarie, impacchettavano questi titoli in strumenti più complessi. Prontamente rivenduti agli investitori di tutto il mondo per non tenere in casa attività potenzialmente «esplosive». In definitiva un grandioso castello di carta, crollato su se stesso non appena è venuta meno la fiducia nella capacità delle famiglie americane di comprare le proprie abitazioni a debito scommettendo su una repentina rivalutazione del proprio investimento. D’improvviso molte banche d’Oltreoceano si sono trovate in portafoglio titoli senza più alcun valore, hanno chiuso i battenti, hanno cercato un salvatore. Ora la crisi è arrivata nel Vecchio continente.