Si dimette il presidente del Rina. Certificò la sicurezza della Concordia

L'ente aveva certificato le procedure di sicurezza della Concordia. Il presidente al centro delle polemiche per alcune dichiarazioni al Secolo XIX: "La Costa non poteva non sapere della pratica dell'<em>inchino</em>"

Il naufragio della Costa Concordia non ha ripercussioni solo sulla compagnia. In attesa che un processo analizzi la dinamica dell'incidente e stabilisca le responsabilità, si è dimesso Enrico Scerni, presidente del Rina, il registro navale italiano che ha certificato che i sistemi e le procedure di sicurezza della nave fossero conformi alle norme internazionali.

In un'intervista pubblicata sul Secolo XIX, e subito smentita dal Rina, Scerni sostiene di avere dubbi sul fatto che la Costa non sapesse della pratica dell'inchino. L'ente certificatore sostiene però di conoscere "le procedure che la compagnia applica e può confermare che le rotte sono programmate dalla società e rispondenti a tutti i criteri di buona navigazione".

Il Rina solo a novembre aveva assistito a un'esercitazione in cui proprio il comandante Francesco Schettino guidava le operazioni di abbandono della Concordia. Con le dimissioni, Scerni spera di spegnere le polemiche: "Allo scopo di non coinvolgere in sterili polemiche sui media la società Rina spa, che ho presieduto e alla cui crescita ho contribuito con una collaborazione durata 10 anni, informo di aver rassegnato le mie irrevocabili e immediate dimissioni dalla carica di presidente e consigliere della società medesima".