Si finge prete a un funerale e ruba le offerte

da Palermo

Potrebbe essere uno sketch di «Totò Truffa». Già perché solo in un classico della commedia all’italiana ci si aspetterebbe di trovare un finto sacerdote che celebra un funerale e che alla fine scappa con le offerte di parenti e amici del caro estinto. Ma qualche volta la realtà supera la fantasia. E così, al cimitero dei Rotoli di Palermo, è andato in scena sul serio questo copione della serie «funerale con truffa»: protagonista un fantomatico «don Marco», co-protagonisti due altrettanto fantomatici volontari.
Una splendida interpretazione, quella dei tre truffatori, scoperta per caso grazie alla sagacia di un’amica della figlia del morto: la giovane, infatti, si è insospettita, qualche dettaglio non la convinceva, e così ha contattato la Lega contro i tumori (alla quale don Marco aveva chiesto di offrire denaro, per la cura di un bimbo di quattro anni malato di cancro), e ha scoperto che non c’era nessun don Marco, meno che mai autorizzato a chiedere soldi a nome dell’associazione. Di qui la denuncia del raggiro, che potrebbe avere anche una «coda» ecclesiastica: le esequie celebrate dal finto prete potrebbero infatti non essere valide, c’è il rischio che il funerale debba ripetersi.
Il caso, secondo la Questura, potrebbe non essere isolato. Gli agenti del commissariato «Oreto-Stazione» che indagano sulla vicenda ritengono di essere di fronte ad una banda che spulcia le necrologie, seleziona quelle con il classico «non fiori ma opere di bene» e con i funerali previsti direttamente nella chiesa del cimitero, e quindi dà vita al raggiro. Un’operazione abbastanza semplice. Non è raro, infatti, che i familiari portino con sé un sacerdote perché l’orazione funebre sia pronunciata da un amico, che conosceva le virtù del defunto. Proprio su questa consuetudine ha fatto leva «don Marco»”, che si è presentato direttamente al «collega» sacerdote con i paramenti sacri. Al termine dell’omelia, tutta una lode del caro estinto e delle sue virtù cristiane, la richiesta di soldi da destinare ad un bambino di quattro anni malato di cancro «per – ha sottolineato don Marco – lasciare un ricordo tangibile della memoria del defunto». Ai presenti al funerale sono state distribuite delle buste da due volontari. Buste che gli stessi volontari hanno raccolto prima di sparire, dopo ringraziamenti e condoglianze, insieme al finto prete. «Don Marco» ha recitato sino in fondo la sua parte, ha salutato don Calafiore auspicando altre collaborazioni in futuro. «Un atto sacrilego – commenta ora il parroco della cappella del cimitero dei Rotoli, che è stato sentito dagli investigatori – che dovrà essere esaminato dagli esperti di diritto canonico».