Si finge ragazza e invia 2000 mms osceni: preso

Attestato operaio di 35 anni: in cinquanta giorni scambiati, oltre ai messaggi con foto oscene,scambiati 40mila sms. E' accusato di violenza sessuale, pornografia minorile, molestie continuate aggravate

Genova - "6 timido? 6 disposto a scambiare foto?"; "Io ho quasi 14! Vuoi scambiare foto o sei timido? Dimmi te! Se vuoi ti mando foto mia nuda"; "amici del '94 ne conosci? Se ti piaccio mi fai conoscere?''; "questa sera ti mando una foto vestita ok? e una foto nuda ok? tu che tipo di foto mi vuoi mandare? che sport fai? tieni per samp o genoa?": sono alcuni dei messaggini con i quali un operaio di 35 anni anni, che gravita nel mondo dello sport giovanile, contattava a Genova e provincia ragazzini dai 12 ai 16 anni (con preferenza per i quattordicenni) per scambiare con loro foto con i genitali in vista.

Un'attività forsennata che ha consentito ai carabinieri della compagnia San Martino di Genova, che lo hanno arrestato, di accertare in cinquanta giorni di intercettazioni lo scambio con 98 ragazzini di 40 mila SMS (una media di 800 al giorno) e duemila MMS e brevi video osceni. Da ieri sera l'uomo, che comunque non avrebbe mai avuto rapporti sessuali con le sue vittime, è rinchiuso nel carcere di Marassi con le accuse di violenza sessuale, pornografia minorile, detenzione di materiale pedopornografico e molestie continuate aggravate. Perquisendo casa sua sono stati sequestrati vari telefoni cellulari, schede telefoniche e memorie aggiuntive. Non risulta che l'uomo scaricasse su internet né facesse commercio degli MMS osceni.

Le indagini sono partite alla fine dell'agosto scorso dalla denuncia di sei mamme che si erano rivolte ai carabinieri dopo aver scoperto che i telefonini dei propri figli contenevano SMS e MMS pornografici. I militari al comando del magg. Valerio Melchiorre hanno così intercettato fino ad ottobre le utenze telefoniche in uso all'uomo, sulla cui identità viene mantenuto il massimo riserbo a protezione dei minori coinvolti. E' emerso così lo sconvolgente mondo sommerso esistente, spesso ignoto ai genitori ed agli adulti: infatti solo sei sono state le denunce ricevute su 98 casi accertati dai militari. La catena di Sant'Antonio era cominciata inizialmente con quattro-cinque adolescenti conosciuti dal pedofilo, adescati con la promessa di ricevere sui loro telefonini le foto nude della misteriosa quattordicenne. Ma il giro si è presto allargato con il passa parola.

Una fase successiva scattava quando il razzino preso di mira si rifiutava di continuare lo scambio. Allora cominciavano le minacce: "e ora se non mandi altre foto le mando ai tuoi amici..." scriveva il pedofilo ottenendo risposte come "ti scongiuro. ti mando quello che vuoi" ma anche "ora basta lasciami in pace!". Un'altra tattica, che gli consentiva di svelarsi come uomo, era quella di fingersi il fratello della fantomatica quattordicenne, cercando così, con la promessa di convincere la sorella a mostrarsi di più, di ottenere altre immagini dalle sue vittime offrendo ricariche telefoniche, inviti ad una pizza o il regalo di magliette di note squadre. Altre volte diceva di essere una ragazzo di 17 anni gay e questo gli consentiva di ottenere incontri di persona per conoscersi ed approfondire gli scambi di immagini pornografiche ma sempre, secondo le indagini dei carabinieri, senza avere rapporti sessuali.

Una volta raccolte tutte le prove, i carabinieri hanno inviato a fine anno il loro rapporto al sostituto procuratore della repubblica Carlo Di Gennaro che ha poi ottenuto dal gip Borzone l'ordine di custodia cautelare eseguito ieri. La vicenda - sottolineano i carabinieri - dimostra come i genitori debbano sorvegliare i loro figli non più soltanto nell'uso di internet. I telefonini sono diventati ormai uno dei veicoli più usati nella pedopornografia.