Si fondono tre ospedali: nasce la città della salute

IL PROGETTO Nei terreni di zona Certosa. Anche il centro di Nerviano entra nel polo d’eccellenza con Istituto tumori, Besta e Sacco. Cinque anni di lavori

La cittadella della Salute arruola una new entry. Oltre all’ospedale Sacco, al neurologico Besta e all’Istituto nazionale tumori, il maxipolo apre anche al centro di ricerche oncologiche di Nerviano. Che non cambierà sede, ma che di fatto farà parte della squadra pur restando a una decina di chilometri di distanza.
Il progetto, che finora prevedeva un’unica area (dove oggi sorge il Sacco) in zona Certosa, cambia volto e si ingrandisce. Nella sede di Nerviano saranno quindi concentrate anche le attività di ricerca del Besta e dell’Istituto tumori di via Venezian. «Serviranno un paio di milioni di euro per adeguare le strutture - precisa il presidente lombardo Roberto Formigoni - La Regione Lombardia tempo fa si è fatta integralmente carico del Nerviano medical sciences, abbiamo perfezionato recentemente l’ingresso di questo centro di ricerca con oltre 600 ricercatori nel sistema regionale. Con questa iniziativa vogliamo rilanciare a livello internazionale la nostra ricerca farmacologica e valorizzare un settore, quello della ricerca preclinica, oggi messo in difficoltà sia dalla contrazione degli investimenti, sia dalla tendenza delle grandi multinazionali a concentrare la ricerca in pochi Paesi».
Un altro punto fermo è che non ci sarà né una diminuzione di posti letto (che resteranno 1.300) né degli organici: tutti gli addetti, circa 5mila persone, saranno riconfermati e non perderanno il posto di lavoro. Insomma, il progetto riparte e andrà spedito verso il traguardo. L’obbiettivo è inaugurare i reparti entro la fine del 2016. Entro novembre 2011 saranno concluse le operazioni di acquisto dei terreni, in parte dell’Inps, ed entro un anno sarà individuato il vincitore che dovrà sviluppare il progetto.
I costi ammontano a 521 milioni di euro: 450 per le strutture e 330 stanziati direttamente dalla Regione Lombardia. Lo Stato contribuirà in minima parte, con quello che il presidente lombardo Roberto Formigoni definisce «un cippino» di 40 milioni di euro. «È un peccato che lo Stato non abbia colto l’utilità di un progetto così - lancia la sua frecciatina il governatore - Sembrava averne capito l’importanza ma evidentemente era solo un’illusione ottica. Fa lo stesso? Mica tanto. Facciamo tutto con le nostre risorse». Ma si va avanti, nonostante tutto.
È vero, i costi della cittadella sono aumentati e ammontano a circa 100 milioni in più rispetto alle previsioni iniziali. «Non sono aumentati i costi - dà la sua chiave di lettura Luigi Roth, presidente del consorzio Città della Salute - ma gli investimenti per un progetto lungimirante».
«Creiamo una sinergia per funzioni - spiega l’assessore lombardo alla Sanità Luciano Bresciani - e non più suddivisa per monadi ospedaliere». Nella nuova struttura, un colosso di 220mila metri quadrati, graviteranno 10mila persone al giorno e nei prossimi cinque anni si cercherà di risolvere anche il problema dei collegamenti con l’ospedale. I vantaggi saranno tanti: si prevede un risparmio del 30% sul periodo della degenza e ci sarà il 70% in meno di rischio di errori nel trasferimento di dati clinici da un ospedale all’altro. «Inoltre - fa notare Antonio Colombo, presidente dell’Int - con l’aumento degli spazi i ricercatori lavoreranno meglio e si potrà realmente potenziare la ricerca».