Si getta sotto il metrò ma l’autista frena e lo salva

Vivo grazie all’intuito del conducente del metrò, un macchinista esperto, da parecchi anni in servizio all’Atm, che nota quel un passeggero particolarmente agitato sulla banchina. Capisce che sta per buttarsi e mette la mano al freno di emergenza tenendogli gli occhi puntati addosso pronto a cogliere il minimo movimento. E infatti l’uomo salta. Una mossa intuita, il macchinista tira disperatamente la leva, la frenata non è neppure tanto brusca, nessuno dei passeggeri si fa male, ma comunque sufficiente per bloccare le ruote del treno a pochi centimetri dal corpo. Quindi sviene per lo shock. La metropolitana è uno dei luoghi preferiti per chi vuole togliersi la vita: basta trattenere il respiro e saltare dalla banchina, poi l’impatto con questa imponente massa di metallo non lascia scampo.
Proprio per questo il personale Atm è particolarmente addestrato a intervenire al minimo segnale di pericolo. Nelle linee come la rossa con i binari elettrificati l’operatore di stazione è perennemente incollato al monitor con il dito sul pulsante per togliere la corrente se uno cade sui binari. O si butta. Mentre i conducenti devono prestare massima attenzione al comportamento dei viaggiatori in attesa, pronti a cogliere anche i minimo segnale di pericolo.
Come ha fatto Claudio, macchinista di «lungo corso» del convoglio della linea 3 che ieri mattina verso le 7.30 sta entrando nella fermata di Porta Romana. Appena sbucato dalla galleria l’operatore, attento e professionale, fa passare lo sguardo sui passeggeri fermi in banchina. La sua attenzione viene subito attirata da un uomo sui quarant’anni visibilmente agitato con lo sguardo fisso davanti a sé. Claudio intuisce immediatamente le sue intenzioni. Quindi automaticamente, mentre il convoglio entra in stazione, mette la mano al freno di emergenza. Un intuizione che gli fa guadagnare forse un paio di secondi, non molti ma sufficienti però a salvare una vita. Subito dopo infatti l’aspirante suicida prende la rincorsa e con un salto si lancia sui binari. Ma Claudio sta già frenando.
Un lungo stridere delle ruote sulle rotaie, poi tra le scintille del metallo, l’enorme massa metallica si arresta. Claudio si alza sulla punta dei piedi per guardare meglio davanti e vede l’uomo, agitarsi sui binari, malconcio ma vivo. E suoi nervi cedono. Sarà proprio il primo a essere assistito dal personale del 118 che lo porta in forte stato di shock all’ospedale. Subito seguito dall’aspirante suicida, in codice giallo a Niguarda, con le ossa rotte, ma è ancora vivo. Grazie a Claudio e al suo intuito.