Si gioca: caccia al Milan campione d'Italia Allegri sul trampolino Lazio, poi Barça e Napoli  

La serie A parte questa sera con l'anticipo tra i rossoneri e i biancocelesti. Allegri: "Sfida più difficile fino a dicembre. Se superiamo la Lazio possiamo affrontare Barcellona e Napoli con lo spirito giusto". Ibrahimovic subito a caccia del primo gol

Parte stasera la caccia grossa al Milan, il grande favorito. Parte la caccia grossa all’ultimo padrone dello scudetto alla presenza della Lazio, tra le protagoniste del mercato. «Questa è la sfida più difficile fino a dicembre da affrontare. Se superiamo di slancio l’ostacolo, possiamo affrontare Barcellona e Napoli con lo spirito giusto»: nelle parole di Max Allegri non c’è solo il dispetto di sentirsi subito al centro del mirino da parete della concorrenza. C’è anche il sospetto che l’ingombrante sagoma del Barcellona possa distrarre molti dei suoi freschi campioni. «Guai a pensare adesso alla Champions» è l’ammonimento del livornese che accetta tutto, la responsabilità del tricolore, la feroce sequenza del calendario, qualche contrattempo scoperto per strada ma non certo la superficialità nello sgabbiare dai blocchi di partenza del campionato.

La Lazio di quest’anno ha di sicuro alzato la propria asticella. Qualche mese addietro si presentò a San Siro con l’intento dichiarato di difendersi: lo fece al modo antico di Reja, lasciandosi aiutare da un paio di pali, qualche salvataggio sulla linera e un paio di gomitate distribuite dall’aitante Kozac. Alla fine guadagnò un misero punticino. «Dobbiamo dimostrare una nuova mentalità» è la promessa dell’esperto tecnico laziale che presenta il meglio in attacco (Klose e Cissè) e il peggio in porta dove Marchetti (per squalifica) deve cedere il passo al vice Bizzarri. «Possono lottare per lo scudetto anche loro» è il parere di Allegri, convinto questa volta, non si tratta della solita sviolinata. Partire bene è fondamentale, allora. E non solo per dare subito slancio a una stagione colma di impegni super, snocciolati dall’urna di Nyon e dal computer della Lega calcio. «Sono stati fatti innesti importanti, il presidente Berlusconi è stato generoso col Milan, avrebbe potuto di questi tempi sacrificare qualche top player e invece non l’ha fatto» il riconoscimento pubblico e solenne dell’intervento dell’azionista.

A dispetto della insoddisfazione che serpeggia tra il popolo rossonero e che dovrebbe trovare una conferma plastica nelle presenze allo stadio. Il numero degli abbonamenti è considerato insoddisfacente, meno di trentamila, dallo stesso Galliani che misura mese dopo mese i sacrifici finanziaria compiuti dal presidente.
Parte stasera la caccia grossa al Milan e Allegri deve anche procedere secondo la tecnica del turn over per districarsi tra infortuni noti, logorio da nazionale e condizione fisica da perfezionare. Per esempio Zambrotta, Seedorf e Robinho sono stati cancellati dall’elenco dei convocati: torneranno buoni per il Camp Nou. A riposo, precauzionale, anche Van Bommel reduce dalla doppia presenza in orange: al suo posto il suo alter ego italiano, capitan Ambrosini, con al fianco Gattuso, e Aquilani, al debutto assoluto. Sciolti gli ultimi dubbi (con Antonini difensore laterale), resta un formale ballottaggio in attacco al fianco dell’insostituibile Ibrahimovic: più Cassano che Pato, più Fantontonio, che pure è reduce da Far Oer e Slovenia, che il giovin brasiliano. «Con la Spagna ha trovato morale Cassanoe poi con noi ha fatto ottime partite.

Per lui come per tutti noi è fondamentale mettersi in discussione ogni giorno e mi fa piacere che sia in buone condizioni fisiche» il distico dedicato al Pibe di Bari arrivato in ritiro con l’intento di cambiare aria e poi improvvisamente tornato dalla Nazionale con un’altra carica.
Parte la caccia grossa al Milan e al suo simbolo. Resta per tutti, Allegri compreso, Zlatan Ibrahimovic. Non solo per il sostegno profuso in fatto di gol nella passata stagione ma anche perchè finalmente può far sapere che il malanno alla caviglia è superato ed è caccia subito del primo gol stagionale. A Pechino la sua deviazione al volo finì contro un palo, contro un paio di pali sbattè l’ultima volta che incrociò la Lazio. «Non c’era bisogno di auto-schierarsi, avrebbe giocato egualmente» la risposta secca e convincente di Allegri al quesito malizioso sulle ultime parole dello svedesone.