Si gioca. Tra città blindata e proteste

Si torna in campo. Ma sotto scorta. E a dover fare i conti con i controlli antiviolenza saranno anche coloro che allo stadio non ci vanno, ma desiderano solo tornare a casa o andare a trovare parenti e amici nel quartiere di Marassi. Non solo, il prefetto Giuseppe Romano «minaccia» i sampdoriani (che giocano oggi, ma lo stesso discorso varrà anche per i genoani dalla prossima settimana): alla prima manifestazione violenta lo stadio Ferraris verrà chiuso, anche se a norma. I tifosi blucerchiati non ci stanno e protestano contro le nuove regole, ma lo fanno a loro modo, con una protesta civilissima, non cantando per un tempo intero. Anche alla Spezia ieri, i tifosi bianconeri hanno fatto 5 minuti di «sciopero» del tifo, tutto comunque è filato liscio.
Ma purtroppo a Genova si registra anche il ritorno delle scritte contro la polizia e in particolare contro l’ispettore Filippo Raciti, assassinato a Catania. Sui muri della stazione di Quarto è comparsa la scritta «Yo Filippo Raciti», che secondo lo slang dei teppisti è il nuovo modo di insultare.