Si gioca tra montagna, ricordi e mistero il derby letterario dei due sindaci scrittori

(...) tradizionale, anzi: storica stazione estiva e invernale dei cittadini della Lanterna e, più in generale, della Liguria. Ebbene, i non lievi, travolgenti impegni quotidiani nei rispettivi palazzi comunali non hanno impedito a entrambi di coltivare una sincera, profondissima, irrefrenabile passione per la scrittura. Di fiction, per giunta. Un campo dove la lucida razionalità della politica (si fa per dire) mal si concilierebbe con i voli pindarici della creatività e della fantasia più sfrenata. E invece... Loro due ci riescono, benissimo, a conciliare le due anime senza metterle in conflitto. Tanto che Vallepiano - citiamo prima lui per anzianità, come dire?, di servizio culturale - arriva la punto da candidamente confessare: «Mi piace scrivere, mi diverte. Non posso rimanere un giorno senza scrivere, durante la giornata penso spesso al seguito delle mie storie». Promessa o minaccia? Si vedrà. Intanto, scrive senza far mancare nulla ai suoi concittadini. I quali hanno la soddisfazione, dicci niente, di ritrovarsi al centro dell’attenzione mediatica per via del libro d’esordio del loro sindaco, dal titolo «Violazione di domicilio» (Fratelli Frilli). Un noir mica da ridere, venuto dopo - editorialmente parlando - la serie di guide del territorio, saggi storici e monografie. Lo spunto per l’esordio gli è venuto, è sempre Vallepiano che spiega, dalle «amate montagne, che rendono la mia fantasia ancora più fervida. Questi territori belli e misteriosi sono estremamente adatti ad accogliere vicende intricate e ricche di colpi di scena», puntualmente riportate in pagina. Nasce così la storia gialla ambientata «in un piccolo paese di montagna, dove una copiosa nevicata rende la narrazione ancora più misteriosa». Protagonista un certo Mauro Bignami, insegnante di filosofia col pallino della storia, delle vette e delle indagini, «che cova in sé un terribile mistero». Basta così, il resto ve lo leggete, se vi farà piacere.
Come, ne sono altrettanto certo, vi farà piacere accostarvi al «Tempo di anelli e di ragazze» (Araba Fenice Edizioni), opera prima di Clerico che verrà presentata mercoledì alle 16,30 nella sala della Biblioteca del Consiglio regionale della Liguria in via D’Annunzio, con l’intervento dell’autore e del consigliere regionale Michele Boffa. Qui, ma in fondo è solo un’apparenza, si volta pagina: la vicenda è legata allo sport, a quella generazione di atlete del gran fondo sciistico che, dalla natia Limone Piemonte, nella seconda metà degli anni Cinquanta, vissero una stagione importante a livello mondiale, vincendo quasi tutto fino ad arrivare a sfiorare l’Olimpiade. Poi più nulla, quasi all’improvviso, con la fama e le vittorie schiacciate dall’attenzione riservata ai big dello sci alpino. Ed è qui che subentra, per così dire, il mistero: «Col tempo - confessa Clerico, già autore del volume “Lo sci a Limone“ - il ricordo di quelle campionesse si è scolorito, fin quasi all’oblio». Giusto è sembrato al sindaco-scrittore «riportare alla luce questa vicenda umana che rese grande una disciplina agli albori dello sport femminile. In forma di romanzo, di ricostruzione fantasiosa, ma non troppo, di come andarono le cose». Libro leggibilissimo, comunque, in grande spolvero per competere nel derby con Vallepiano. E allora, ci giochiamo il pareggio.