Come si giustifica la direzione degli Ifo

La Direzione degli Ifo, riferisce una nota firmata da Marino Nonis, direttore generale, Paola Muti, direttore scientifico Ire, Aldo Di Carlo, direttore scientifico Isg, Amalia Allocca, direttore sanitario aziendale e Giorgio Marianetti, direttore amministrativo, «ha doverosamente e con rispetto preso atto delle conclusioni dei lavori della commissione parlamentare di inchiesta sulla situazione dell’ente».
«Al riguardo - si legge nel comunicato Ifo - va precisato che la situazione riscontrata agli Ifo non è nuova e discende prima di tutto da 12 anni di commissariamento, terminato solo nel giugno dell’anno 2006. Il contesto ereditato lo scorso anno non risultava certo dei migliori, con un disavanzo di gestione che la stessa commissione parlamentare ha definito cronico, consolidato nel tempo, con un pesante contenzioso in essere (tra l’altro la richiesta di restituzione dell’intero immobile di Mostacciano da parte della società venditrice), con un organico dirigenziale amministrativo ridotto a poche unità, e con onerosi contratti di appalto pluriennali con scadenza 2013 per oltre 20 milioni di euro l’anno. La direzione dell’Istituto ha operato per dare certezze al pesante debito pregresso (il bilancio consuntivo 2006 è stato regolarmente approvato nei termini previsti) e per ridurre il disavanzo già a partire dal 2007 (nel primo semestre si registra una diminuzione in proiezione dei costi di circa l’8% rispetto al 2006). Sul versante clinico-assistenziale e della ricerca, la Direzione ha posto le basi per una ripresa quanto più ampia possibile dell’attività. Lo dimostrano l’attivazione della Pet, l’istituzione della banca dei tessuti muscolo-scheletrico, cutaneo e delle cellule staminali, la recente richiesta di acquisizione della Tac multistrato e di numerosi altri apparecchi ad alta tecnologia. Nei mesi scorsi un’ispezione da parte dei Nas di Roma ha così concluso: «Le condizioni igienico-sanitarie della struttura e dei vari reparti sono buone». È da ritenere che questi primi passi siano da considerare del tutto preliminari, poiché è in atto una profonda ristrutturazione dell’ente attraverso una razionale ridistribuzione degli spazi e del personale. «La direzione degli Ifo impegnata nell’azione di rilancio e di risanamento dell’Ente, in ciò sostenuta dalla Regione Lazio e dall’assessore regionale alla Sanità, terrà nel dovuto rispetto il documento votato dalla commissione parlamentare».