Si guarda già al New Hampshire

Romney è largamente favorito nei sondaggi per vincere anche nello "Stato di Granito", ma il suo rivale, l'italo americano Santorum, vera rivelazione dell'Iowa, ha promesso che lavorerà sodo. Ma secondo gli analisti il vero test sarà la Carolina del Sud, il prossimo 21 gennaio... <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/fotogallery.pic1?ID=3644" target="_blank">GUARDA LE FOTO</a></strong>

Non si fa in tempo ad analizzare il voto dell'Iowa - dove Romney ha vinto con soli otto voti di scarto davanti a Santorum - che già si guarda avanti, al prossimo appuntamento elettorale, quello del New Hampshire. Lì saranno primarie vere, si conteranno i voti espressi dagli elettori e non la vittoria dei candidati nelle singole assemblee (caucus). L'appuntamento è per martedì prossimo, 10 gennaio. Mitt Romney è largamente favorito nei sondaggi per vincere anche nello "Stato di Granito", ma il suo rivale, l'italo americano Santorum, vera rivelazione dell'Iowa, ha promesso che lavorerà sodo. "Sono un po' dietro la curva nel senso che il governatore Romney ha speso molto tempo e danaro lì. Ma sono sicuro che possiamo giocarcela", ha detto il candidato ultra conservatore alla Cnn.

Il vero test: la Carolina del Sud

Il vero test importante - visto e considerato che nel New Hampshire non dovrebbero esserci problemi per Romney, salvo sorprese clamorose - sarà quello della Carolina del Sud, primo grande Stato del sud chiamato a scegliere il candidato repubblicano da contrapporre a Obama. Lì le primarie si terranno il 21 gennaio, ma già domani il miliardario mormone inizia il suo tour elettorale, affiancato dal governatore Nikki Haley, che a novembre gli ha dato il suo sostegno (endorsement). Parte bene, dunque. Ma sulla sua strada c'è l’ostacolo Santorum, che con l’appoggio della comunità cristiana evangelica - che nella Crolina del Sud rappresenta il 60% dell’elettorato - potrebbe riservare altre sorprese.

A fine mese tutti in Florida

La corsa delle primarie, a gennaio, si chiuderà il 31, con il voto in Florida, piazza che molte volte è stata decisiva in casa repubblicana. "Se un candidato fa bene qui, i repubblicani in altre parti del Paese saranno influenzati da quello che ha deciso la Florida", ha sottolineato l'analista politica locale Susan MacManus.

Perry torna in Texas

Deluso dal deludente quinto posto in Iowa, Rick Perry (10,3%) ha annunciato il suo ritorno in Texas, lo stato dove è governatore, per pensare al suo futuro politico. "Ho deciso di tornare in Texas, valutare i risultati del caucus e determinare se vi è ancora una strada davanti a me in questa corsa", ha detto ai suoi sostenitori, in una dichiarazione che potrebbe far presagire il suo ritiro dalla corsa. Perry aveva già deciso di non impegnarsi troppo per le primarie in New Hampshire il 10 gennaio e concentrare tutte le forze sull’appuntamento in Carolina del Sud. In questo stato sono già previsti 11 eventi della sua campagna elettorale fra oggi e venerdì, ma ora non è chiaro se gli appuntamenti saranno confermati.

I problemi di Romney

Il testa a testa di Romeny con Santorum, sottolinea "i grossi problemi" che ancora deve superare l’ex governatore del Massachusetts, sottolinea il Washington Post. "I sospetti sulla sua professione di fede conservatrice, la sua lotta per entrare in sintonia con gli elettori e l’incapacità di unire più repubblicani attorno alla sua candidatura". Già verso la fine dello spoglio il quotidiano sottolineava che i risultati del voto lasciavano senza soluzione "le due principali domande" della corsa alla nomination: "se i repubblicani impareranno ad amare Romney" e chi emergerà come maggior sfidante contro di lui, in questo caso Rick Santorum o Ron Paul. Romney non ha avuto migliori risultati in Iowa rispetto alla corsa delle primarie di quattro anni fa, da cui fu poi escluso, e la percentuale ottenuta "sottolinea la mancanza di entusiasmo di molti repubblicani per il candidato da molto tempo considerato come il probabile vincitore della nomination".