Si impicca un anno dopo l’omicidio della figlia

Il corpo della donna trovato in veranda dalla primogenita

Bepi Castellaneta

da Manfredonia (Foggia)

Il dolore s'è fatto strada giorno dopo giorno e ha scavato un fossato di disperazione che l'ha spinta a togliersi la vita. E ieri mattina, quando è tornata nella sua vecchia casa, la casa della sua famiglia che vedeva ormai in frantumi, ha preso una corda da pescatore, è andata in veranda e si è impiccata: così è morta Grazia Rignanese, 39 anni, al settimo mese di gravidanza, madre di Giusy Potenza, la ragazza di 15 anni uccisa a colpi di pietra il 12 novembre dell'anno scorso a Manfredonia, sessantamila abitanti, trentacinque chilometri da Foggia, grosso centro del Gargano sprofondato ancora una volta in un incubo cominciato quasi un anno fa, quando fu scoperto il massacro dopo una giornata di ricerche. Il corpo di Grazia Rignanese è stato trovato dall'altra figlia, Michela, 19 anni. Sono scattati i soccorsi, ma è stato inutile: la donna è morta poco dopo, e i medici non hanno potuto far nulla per salvare il feto.
La madre di Giusy era una donna disperata. Non si era mai ripresa dalla tragica fine della figlia piccola. «La incontravo spesso al cimitero: soffriva, stava male», racconta una vicina di casa del quartiere Monticchio, là dove viveva la famiglia. I parenti e gli amici erano preoccupati: temevano che potesse farsi del male, evitavano di perderla di vista. Da qualche tempo viveva con sua madre, che ieri è andata a lavorare al mercato, dove ha una bancarella di frutta e verdura. E così non ha perso tempo, come se avesse già pianificato tutto, come se durante quei mesi scanditi dall'angoscia non avesse aspettato altro che farla finita: Grazia Rignanese si è allontanata, è riuscita a non farsi notare da nessuno ed è tornata nella vecchia casa di famiglia, in via Domenico Savio; poi è entrata nell'appartamento dove una volta, prima della tragedia, vivevano tutti insieme: lei, il marito, le figlie, istanti di una vita spazzata via da un feroce omicidio nelle campagne a ridosso di Manfredonia. La donna ha preso la corda da pescatore e si è impiccata. Più tardi Michela ha trovato il cadavere. La diciannovenne ha chiamato aiuto, sono scattati i soccorsi. La madre respirava ancora, un sottile filo di speranza che si è spezzato definitivamente poco dopo. I medici non hanno potuto far nulla per strapparla alla morte.
Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri. Gli agenti hanno perquisito la casa, ma non è stato trovato nulla: nessun biglietto, nessun messaggio di addio. Gli investigatori non hanno alcun dubbio: la donna si è suicidata, un gesto innescato da quella forte depressione che la stringeva da mesi in una morsa fatale e non le ha dato scampo, una scelta disperata innescata dal dolore. La notizia del suicidio s'è fatta subito largo per le strade del paese, di nuovo sotto choc. E in città c'è angoscia per l' ennesimo capitolo di questa tragedia cominciata un anno fa, quando fu trovato il cadavere della ragazzina. Grazia Rignanese non è riuscita a venir fuori dal tunnel della disperazione, è rimasta schiacciata dal dolore, non ce l'ha fatta a riprendersi. E per togliersi la vita ha deciso di tornare nella sua vecchia casa: dove viveva con Giusy, con la sua famiglia.