Si liberano due poltrone ai vertici Inps Ds e Rifondazione già pronti a occuparle

La Quercia sponsorizza Gasperoni che punta ad abbassare l’età pensionabile. Prc e Pdci lanciano Pizzuti, firma del «Manifesto»

Pierangelo Maurizio

Nella corsa alla spartizione delle poltrone che contano in ogni ambito della vita del Paese finora non si è parlato dell'Inps. Ma poteva l'Istituto di previdenza che paga 17 milioni di pensioni, ha un bilancio annuo di 200 miliardi di euro e soprattutto è la cassaforte dei sindacati, essere trascurato? Ovviamente, no. Così per una serie di circostanze e per i complicatissimi conteggi dell'alchimia lottizzatoria i due posti che si sono liberati nel consiglio d'amministrazione dell’ente spettano a Rifondazione-Pdci e ai Ds, all'ala più radicale della coalizione, il cui slogan può essere sintetizzato: «Né tagli né innalzamento dell'età pensionabile». Le candidature date per ufficiose sono quella del professor Felice Roberto Pizzuti, docente universitario e «firma» del Manifesto, e quella di Pietro Gasperoni, ex deputato ds. Ancora però con qualche ostacolo sul loro cammino.
Il cda dell'Inps è composto da otto membri più il presidente. Sono stati nominati dal precedente governo e riflettevano gli equilibri della scorsa legislatura: sette più il presidente per la maggioranza di centrodestra e uno per la Margherita. Riflettevano, perché di cose nel frattempo ne sono cambiate. I due posti ora appetiti sono stati lasciati liberi da Nedo Poli, eletto senatore nelle file dell'Udc, e dal rappresentante della Margherita Giampiero Scanu, diventato sottosegretario nell'attuale governo Prodi. Intanto però, sussurrano i corridoi dell'Eur, nella sede centrale Inps, ci sono stati una serie di aggiustamenti.
Uno dei sette consiglieri, Antonio Mastrapasqua, che aveva maturato una certa sintonia con Scanu, entrato nel cda in quota Forza Italia avrebbe fatto più di un passo verso la Margherita. E anche il direttore generale Vittorio Crecco, ai tempi della nomina considerato «vicino ad An», si sarebbe avvicinato a Rutelli. Ed è questo il motivo per cui le due poltrone libere vengono ora reclamate, con successo, da Rifondazione e da Ds.
Il partito di Bertinotti e i comunisti italiani da parte loro puntano tutto su Felice Roberto Pizzuti, esperto di fama e che viene un po' indicato come l'ideologo della sinistra radicale sul tema. È docente di economia politica all'università romana La Sapienza ed è un collaboratore frequente del Manifesto. Proprio in un recente saggio, pubblicato per ampli stralci anche sul «quotidiano comunista», ha spiegato come la fatidica «gobba» - cioè l'esplosione della spesa pensionistica nei prossimi anni - sia un falso problema: è frutto dell'«adozione di uno scenario che prevede una crescita costante del Pil del 1,5% annuo per l'intero periodo…». Ne consegue che basta raddoppiare il Pil, e il problema è risolto.
Il ministro del Lavoro Cesare Damiano, che pure ha ammesso che la spesa pensionistica incontrollabile «può essere un problema», ha indicato l'ex parlamentare Pietro Gasperoni. Capo del dipartimento «problemi del lavoro» del partito, il ministro lo ha voluto nel Nucleo di valutazione della spesa previdenziale. Già segretario Cgil nelle Marche e per dieci anni deputato nel «correntone» della Quercia, Gasperoni qualche giorno fa non solo ha bocciato l'idea di alzare l'età pensionabile ma ha proposto di «abbassarla, semmai».
I giochi sarebbero anche già stati fatti. Se non che all'ultimo momento ci si è accorti che Pietro Gasperoni non ha tutti i requisiti. Per legge infatti due posti del consiglio d'amministrazione spettano a dirigenti della pubblica amministrazione (l'altro è Maurizio Nevola, in carica), e lui non lo è. Situazione congelata, giusto il tempo per trovare un altro nome idoneo.
L'attuale cda che è stato nominato dal governo Berlusconi in teoria resterà in carica fino a tutto il 2008. Ma non è escluso che, qualora il centrosinistra vari la riforma del sistema previdenziale, il vertice dell'Inps come quello degli altri enti, venga azzerato. E allora le poltrone disponibili saranno molte di più.
pierangelo.maurizio@alice.it