Si metta un freno alle scarcerazioni facili

Vorrei osservare, in relazione alle cosiddette scarcerazioni facili, che le norme attualmente in vigore sono fin troppo chiare, poiché prevedono, al di fuori delle ipotesi di arresto obbligatorio, i presupposti dei gravi indizi di colpevolezza e di almeno una delle esigenze cautelari, ossia inquinamento delle prove, pericolo di reiterazione del reato e pericolo di fuga. Non servono dunque nuove leggi, ma solo attenzione e buonsenso. Purtroppo da alcuni anni si è radicata in una parte della magistratura italiana una mentalità in base alla quale politici ed amministratori corrotti devono, giustamente, essere perseguiti con il massimo rigore. Viceversa gli stessi magistrati si mostrano estremamente indulgenti, per non dire lassisti, nei confronti di assassini, rapinatori, stupratori, infliggendo il minimo della pena, accordando sconsideratamente permessi premio, accogliendo sempre la richiesta di patteggiamento o rito abbreviato, considerando spesso le attenuanti prevalenti sulle aggravanti. Non si rendono conto che così facendo tali giudici arrecano ai cittadini danni devastanti sul piano della sicurezza?