Si mette in posa la faccia pulita dell’immigrazione

Il lavoro è sicuramente uno degli aspetti più importanti della vita umana e le immagini che lo documentano, evidenziandone i vari aspetti e i cambiamenti che si sono succeduti nel tempo, sono un po’ lo specchio dell’evoluzione sociale di un Paese. La mostra fotografica Lavori in corso. Immigrazione e lavoro in positivo, che si tiene fino al 9 giugno al Museo etnografico preistorico Pigorini (piazzale Guglielmo Marconi, 14), illustra la massiccia presenza di lavoratori stranieri nella capitale. Nelle imprese commerciali, nel turismo, nell’artigianato e nei servizi, come pure nell’arte, nella moda, nello spettacolo, nella cultura e nell’informazione, sono sempre di più gli immigrati che contribuiscono in modo positivo all’economia e alla crescita del nostro Paese. Realizzata dall’associazione culturale Graffiti con il sostegno della Presidenza del consiglio provinciale di Roma, la mostra intende eliminare i pregiudizi ancora presenti contro alcuni stranieri (pensiamo soprattutto agli albanesi e ai romeni, per via dei frequenti episodi di violenza, prostituzione e criminalità nei quali sono implicati) e dare significato, valenza storica e sostanza all’operosità di molti immigrati che, nel corso degli ultimi anni, si sono integrati nella vita quotidiana della città. Medici, farmacisti, psicologi, giornalisti, insegnanti, attori, stilisti, operai specializzati, meccanici, badanti, collaboratori familiari, commercianti, ristoratori, si sono alternati davanti agli obiettivi di sedici fotografi per diffondere un’idea positiva dell’immigrazione. Il percorso espositivo è diviso per settori lavorativi con una sequenza di un centinaio di foto in bianco e nero, che ben si addicono a un discorso sociale e documentario. Dal catalogo apprendiamo che molti immigrati possiedono un grado di istruzione medio-alto (più del 12% sono laureati e il 27,8% sono diplomati), ma il più delle volte si adattano a fare anche i lavori più umili. La comunità più rappresentata è quella dei romeni, ma sono moltissimi anche gli ucraini (per l’80% sono donne che svolgono attività di assistenza a domicilio), i bengalesi, i cinesi, i filippini, i sudamericani, gli africani. Quasi tutte le cittadinanze sono presenti, tanto che in questo momento Roma appare decisamente multietnica, più di quanto lo sia una metropoli come Londra, che pure vanta un'immigrazione storicizzata dalle ex colonie inglesi. Orario: 9-14; mercoledì e domenica 9-20; lunedì chiuso.