Si parte a quattro mani con le tastiere di Bollani e Corea

Da domani al 2 gennaio va in scena la diciottesima edizione di Umbria Jazz Winter, sorella invernale dell’Umbria Jazz di luglio. La versione invernale fu un’iniziativa audace, sulla cui riuscita pochi avrebbero scommesso. Si disse che in quei giorni la gente va in vacanza. Orvieto è bellissima; ha sale pregevoli (il Teatro Mancinelli allora appena riaperto, la Sala dei 400 nel Palazzo del Capitano del Popolo, il Museo Emilio Greco) ma è piccola, non è in grado di ospitare un festival musicale e via di questo passo.
Fra la sorpresa generale, si capì subito che la scommessa sarebbe stata vinta. Gli spettatori arrivarono numerosi sulla stupenda rocca di tufo, ed erano spettatori consapevoli come si era sperato. Dopo diciott’anni il festival continua a «tenere». E molti sono gli aficionados che non ne hanno mai mancato una.
Il primo appuntamento domani sera al Teatro Mancinelli è con il duo pianistico Chick Corea-Stefano Bollani. In alternativa, nella Sala dei 400 suonano i Four Others dei quali fa parte il pianista italiano Rossano Sportiello, seguiti dalla Brass Band di Ray Anderson e Lew Soloff. A mezzanotte si può scegliere fra il quintetto di Roberto Gatto e i Feelings di Ray Brown. Dal 30 dicembre in poi bisogna citare soltanto i concerti più importanti e non ancora ascoltati: il pianista Danilo Rea che interpreta musiche di Fabrizio De André; un concerto multimediale con Enzo Pietropaoli nella Chiesa del Carmine; la Brass Bang di Paolo Fresu e Gianluca Putrella.
Il 31 si notano il trio di Joe Locke, Dado Moroni e Roberto Giuliani; il trio di Alfredo Rodriguez; i Quintorigo che suonano musiche di Charles Mingus con la voce di Maria Pia De Vito; il chitarrista Stefano Mincone. Il Capodanno è celebrato dal Quintetto di Dee Alexander e dalla Messa della Pace in Duomo con il coro Gospel dei Selvy Singers. Il 2 gennaio Umbria Jazz Winter si conclude al Teatro Mancinelli con una carrellata musicale dei vincitori (tutti italiani) del referendum annuale della rivista Musica Jazz. Infine, nel centralissimo Palazzo dei Sette, può essere apprezzato ogni giorno, perfino due volte, l’inossidabile pianista Renato Sellani col suo trio.