Si prepara un braccio di ferro tra accusa e difesa

Tutto secondo le previsioni. L'accelerazione delle scorse settimane era segno della sicurezza della procura. Ora si attende di scoprire le carte dell'accusa

Tutto secondo le previsioni: il giudice preliminare Cristina Di Censo accoglie in pieno la tesi della Procura di Milano e manda a giudizio Silvio Berlusconi per entrambi i reati che gli vengono contestati in relazione al Rubygate. E' la prova che avevano visto giusto coloro che nella brusca accelerazione impressa la scorsa settimana ai ritmi dell'inchiesta avevano visto una Procura assai sicura delle proprie posizioni: Edmondo Bruti Liberati e il suo staff avevano scelto di andare allo scontro frontale con il Cavaliere perché erano assolutamente certi che le loro tesi sarebbero state fatte proprie anche dal giudice preliminare. Se questa certezza arrivasse da una nuova valutazione giuridica delle norme sul giudizio immediato o da nuove prove acquisite nel corso dell'indagine, questo si scoprirà solo nei prossimi giorni, quando le carte dell'accusa si scopriranno progressivamente.

Il giudizio immediato Lo scarno comunicato con cui il capo dei gip milanesi, Gabriella Manfrin, annuncia la decisione della Di Censo ha un significato preciso: il gip ha ritenuto che per entrambi i reati contestati al capo del governo ci fosse la "evidenza della prova" indicata dal codice come requisito per il giudizio immediato. Che fine abbiano fatto, in questo quadro, le indagini difensive prodotte nelle scorse settimane d Niccolò Ghedini e Pietro Longo, anche questo lo si capirà meglio strada facendo. Ma è tema, ormai, che riguarda il processo destinato ad iniziare il 6 aprile davanti alla quarta sezione penale. E' in quel processo, davanti all'opinione pubblica, che la Procura si prepara a scaraventare la massa di atti raccolti, a fare sfilare le escort sul banco dei testimoni, a raccontare in diretta alle tv e ai giornali quanto - secondo i pm - avveniva nelle feste di Arcore. Ma sarà lì, nell'aula del processo, che anche i legali di Berlusconi potranno ora fare partire la più immediata delle battaglie, quella per far riconoscere l'incompetenza del tribunale milanese a giudicare entrambi i reati: perché, sostengono i legali, la presunta concussione è materia da tribunale dei ministri, e i rapporti con Ruby sono di competenza della Procura di Monza. Braccio di ferro fin da subito, insomma.

La Boccassini E nell'aula della quarta sezione i legali del premier ritroveranno Ilda Boccassini, con cui si sono scontrati a lungo all'epoca dei processi Sme e Lodo Mondadori. Per adesso, comunque, vince la linea della Procura. Che nei prossimi giorni si prepara a fare il bis, chiudendo le indagini anche a carico degli altri indagati - tra cui Lele Mora, Nicole Minetti e Emilio Fede - e preparare anche per loro la richiesta di rinvio a giudizio.