Si può dire «sì» ai writer, ma solo in spazi definiti

Che alcuni graffiti (altri fanno letteralmente schifo), in questa città, siano più belli di certe brutture, magari fatte anche con l’avallo di qualche delibera, appalto e concorso, non v’è dubbio. Il problema non è questo. Il problema è che, nella stragrande maggioranza dei casi (potremmo quasi dire la totalità) vengono fatti dove non si può e non si deve.
La questione potrebbe essere risolta così: chi li vuol fare li fa o su proprietà private consenzienti oppure dove l’autorità pubblica consente loro di fare, anche su proprietà pubbliche.
La questione non è estetica, dunque. E non deve essere tale. Non riguarda, in altre parole, la politica che, viceversa, deve occuparsi che tutto questo sia fatto, se deve essere fatto, nel rispetto delle leggi. In particolare del diritto sacrosanto di proprietà: (...)