Si regalano polli nelle piazze italiane

Oggi il settore avicolo si ferma: lavoratori e produttori sfilano per difendere il comparto

da Milano

Pollo nelle piazze regalato dai produttori alle casalinghe terrorizzate e molto confuse per il rischio aviaria che non ha in nessun modo sfiorato la produzione italiana. Oggi il settore alimentare collegato alla produzione avicola si ferma. Lavoratori e produttori sfilano insieme per le strade: vogliono difendere il comparto e i posti di lavoro. «Abbiamo aderito volontariamente alla manifestazione per sensibilizzare l'opinione pubblica sul fatto che in Italia non esiste influenza aviaria e che il prodotto italiano è il migliore del mondo per salubrità e per garanzia contro tutti i virus che potrebbero essere temuti», ha detto il segretario generale della Fai-Cisl Augusto Cianfoni. Secondo dati resi noti da Coldiretti, a due settimane fa, il consumo di pollame in Italia è calato di oltre il 30% in un anno, con 53 italiani ogni 100 che cambiano abitudini di acquisto sulla scia di timori e allarmismi per l'influenza aviaria.
In molti evitano di mangiare la carne di pollo per il pericolo dell’aviaria. Che nel nostro Paese sembra non assumerà affatto dimensioni pandemiche. Di più. Ieri l’Oms ha sostenuto che «l’Europa ha ottime possibilità di prevenire la diffusione dell’H5N1 fra il pollame e gli altri volatili. Finora ha reagito in modo rapido e trasparente». Altre rassicurazioni dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie secondo cui «il rischio della trasmissione del virus dagli animali all'uomo è molto basso». Al momento, secondo gli esperti, non c'è alcuna minaccia immediata di pandemia né è possibile sapere se a scatenarla sarà il virus A/H5N1. Inoltre non è affatto detto che l'arrivo della pandemia sia imminente: potrebbero anche trascorrere anni prima che si verifichi. Per ora, infatti, il livello di allerta per la pandemia resta fermo alla fase 3, secondo la definizione dell'organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), ossia con il passaggio del virus all'uomo ma con la trasmissione da uomo a uomo soltanto molto occasionale. La priorità per l'Europa in questo momento, dicono gli esperti, è mantenere la calma e continuare a perfezionare la macchina organizzativa per affrontare nel modo più efficiente l'eventuale arrivo di una pandemia. Oggi l'Unione europea chiederà un divieto temporaneo delle importazioni di uccelli domestici e selvatici vivi, dopo che un pappagallo è morto in Gran Bretagna a causa della variante mortale dell'influenza aviaria (ceppo H5N1 del virus).
Le autorià russe, inoltre, hanno confermato la presenza del virus in un'altra regione della Russia europea, a Tambov, 400 chilometri da Mosca, mentre la scorsa settimana il virus aveva ucciso 12 galline in una fattoria a Morshank e la presenza dell'H5N1 era stata individuata nella regione di Tula e negli Urali meridionali. Anche il Portogallo sta esaminando 17 volatili trovati morti su una spiaggia a 100 chilometri da Lisbona per verificare se sono portatori del virus dei polli.