Si respira aria di «Feltri senza filtri»

Il tabacco senza filtro rende maggiormente dipendenti. Il Feltri senza filtro, invece, tutto il contrario. Acuisce il senso critico e, il che non è un male, diverte pure. È tornato - protagonista Vittorio Feltri con l’amico e collega Roberto Vallini - Feltri senza filtri, appuntamento di opinioni e stilettate che lo storico direttore del Giornale consegna via video, ogni settimana, a un pubblico sempre più numeroso. In onda su Studio Uno (digitale terrestre canale 80) ogni venerdì in prima serata con replica il sabato alle ore 14, Feltri senza filtri è quel che Vallini definisce «una chiacchierata tra amici, nata per caso una decina di anni fa. Si parla come se si fosse al bar, di fronte a un caffè. E difatti, anche se a qualcuno risulta difficile crederlo, non prepariamo assolutamente le puntate. Si accende la telecamera, e si parte». Un gioco a due, registrato entro le mura della sede del Giornale, dove la star è lui, Vittorio Feltri, opinionista di razza amato da chi «sinistro» non si sente e detestato da chi assicura, ma spesso solo assicura, di essere «progressista». Qual è il segreto di un programma politicamente scorretto e felice di esserlo in una tv che sfoggia sempre più se e ma in salsa conformista? «I segreti sono due - spiega Vallini - la semplicità della situazione e l’imprevedibilità di Feltri. Con Vittorio non si può mai andare sul sicuro, non si sa mai come risponderà al mio stimolo su un argomento caldo della settimana. Su molte cose andiamo d’accordo, in questi anni si è creata un’alchimia perfetta tra noi, ma quando mi illudo di sapere come procederà il suo ragionamento, mi prende sempre in contropiede».
E poi c’è quel benedetto premio, il Bamba settimanale: «Quella è la ciliegina sulla torta, nonché la domanda che la gente mi fa per strada: chi sarà il prossimo Bamba? Non è un tapiro da consegnare, è solo una medaglia simbolica. In lombardo è uno sfottò, recapitato a chi si tira la zappa sui piedi. Nella categoria Feltri può mettere chiunque, dalla signora Ciampi a, ebbene sì, anche Berlusconi».