Si riapre il caso della baronessa di Carini: nuove indagini dopo 450 anni

Un pool internazionale di criminologi si ritroverà nella cittadina palermitana dal 22 al 25 marzo per chiarire i buchi neri dell'omicidio della nobildonna e del suo amante, reso celebre dalle fiction televisive

Il delitto risale a quasi 450 anni fa. E sebbene la leggenda lo abbia risolto, assegnando il ruolo di colpevole al padre della vittima, troppi sono i punti ancora insoluti. Di qui, sia pure con un bel po' di lustri di ritardo, la riapertura dell'inchiesta, altro che le indagini postume di pochi decenni della serie Cold Case. Per scrivere la parola fine su un giallo che pur lontano nel tempo ha appassionato l'Italia.
Si riapre il caso dell'omicidio della baronessa di Carini, la nobildonna palermitana Laura Lanza assassinata in un castello della cittadina alle porte di Palermo il 4 dicembre del 1563 insieme con il suo amante, Lodovico Vernagallo. Un caso celebre, immortalato negli anni '70 da uno sceneggiato di enorme successo - «L'amaro caso della baronessa di Carini», con Ugo Pagliai, Adolfo Celi e Janet Agreen, e con la celebre ballata cantata da Gigi Proietti - recentemente ripreso nella fiction «La baronessa di Carini» interpretata da Vittoria Puccini, Luca Argentero, Enrico Lo Verso e Lando Buzzanca. Dal 22 al 25 marzo un team di criminologi dell'Icaa (International crime analysis association) si ritroveranno a Carini per cercare di risolvere una volta per tutte il mistero. Nell'indagine, che sarà aperta al pubblico, saranno utilizzate le più moderne tecniche investigative. Del team farà parte anche lo psicologo e criminologo Marco Strano, uno dei maggiori esperti al mondo di psicologia investigativa e criminal profiling. Obiettivo dell'inchiesta, voluta dal sindaco di Carini Gaetano La Fata, è attribuire a tutti i personaggi il giusto ruolo, anche attraverso l'esame della copiosa documentazione conservata negli archivi della cittadina palermitana.
Laura Lanza, a soli 14 anni, era andata in sposa al barone di Carini, Vincenzo La Grua Talamanca. Secondo la leggenda, a uccidere la donna nel castello di Carini sarebbe stato il padre, Cesare Lanza, con il beneplacito del genero tradito. Sul fatto che sia proprio il padre l'assassino sembra che, anche a livello documentale, i dubbi siano pochi. Meno chiaro invece è il ruolo del barone di Carini, che potrebbe avere avuto un ruolo nell'uccisione della moglie e del suo amante. Uno dei problemi è proprio il movente. Secondo un'altra versione della leggenda, tra Laura e Lodovico non c'era nessuna relazione sentimentale, e il duplice delitto sarebbe maturato per vecchi rancori familiari.