Si rinnova in Vaticano la tradizione dei «parmureli»

Decine di «parmureli», le tipiche sculture intrecciate di foglie di palma, verranno offerte dai Comuni di Bordighera e Sanremo, oggi, in Vaticano, a Papa Benedetto XVI e a tutti i vescovi e cardinali che prenderanno parte alla processione della Domenica delle Palme. «È un onore per la città di Bordighera poter offrire al Santo Padre, secondo un'antica tradizione, la palma simbolo della vittoria - ha commentato il vescovo diocesano, Alberto Maria Careggio- ma c'è anche un aspetto liturgico da non sottovalutare, quello della palma che viene usata per salutare il Cristo trionfatore». La tradizione dei «parmureli», riscoperta soltanto tre anni fa, risale al 1586, quando Papa Sisto V organizzava una grande ristrutturazione architettonica di Roma. Tra le tante opere c'era pure l'innalzamento dell'obelisco egiziano in piazza San Pietro. Nel momento in cui l'obelisco venne innalzato, le corde in tensione per alzare la pietra si surriscaldarono per l'eccesivo carico e tra la folla di presenti, un capitano di mare, tale Capitan Bresca di Sanremo, urlò «acqua alle corde», salvando così la vita di tutti i presenti e l'opera. Bresca chiese di poter avere il privilegio, per lui e la sua famiglia di essere il mandatario delle palme per la Santa Sede». Ancora oggi si discute se Capitan Bresca fosse di Sanremo o Bordighera. Si è, poi, convenuto di riconoscere a Sanremo la paternità del capitano e a Bordighera quella delle Palme. Bordighera, infatti, è anche nota come città delle palme.