Si riparte dalla «Castelli» con separazione delle carriere

Le nuove regole sulla garanzia alla privacy e sui diritti personali rappresentano solo un aspetto di una ben più ampia riforma della giustizia annunciata ieri da Berlusconi. In questo caso non si tratta solo di completare il lavoro già fatto dal 2001 al 2006 ma di ripartire da zero, agendo, come aveva spiegato il Cavaliere qualche giorno orsono, «in profondità». Il centrosinistra, nel luglio scorso, ha infatti approvato la «riforma Mastella», di fatto cancellando le radicali modifiche introdotte dal suo predecessore, Roberto Castelli. A cominciare dalla «separazione delle funzioni»: il giovane magistrato, dopo 5 anni di lavoro, doveva scegliere se fare il giudice o il pubblico ministero. E la scelta era irrevocabile. Era stata inoltre prevista una Scuola della magistratura per aspiranti toghe ed era stato cancellato il principio della carriera automatica: i magistrati avrebbero potuto avere carriere più rapide sottoponendosi al vaglio di concorsi.