«Si rischia di fare regali con soldi pubblici»

Privatizzare gli utili e socializzare le perdite

Giacomo Beretta, ex assessore al Bilancio, la giunta Pisapia ha esordito denunciando un buco nei conti del Comune, salvo poi intraprendere le strade che voi avevate indicato per andare a pari...
«Esattamente, ma con una differenza».
Quale?
«Noi volevamo vendere Serravalle e Sea separatamente per valorizzare le due società. Qui si rischia di fare un bel regalo a qualcuno, che viene fatto passare come il “salvatore della patria”, mentre si prende il 20% di Sea che ha appena aumentato le tariffe, producendo utili superiori ai 50 milioni di euro».
Ancora oggi l’assessore al Bilancio Bruno Tabacci ha ribadito di aver trovato una situazione di bilancio «ingestibile»...
«Il bilancio come tutti sanno è fatto di uscite e entrate, non è vero che è ingestibile. Qui invece si vuole creare il buco ad hoc, tenendo le spese. Si sarebbero potute accelerare le dismissioni, fare tagli seri, non certo riassumere le stesse persone che si erano licenziate. Gli assessorati sono passati da 16 a 12, Majorino diceva che si sarebbero risparmiati 40 milioni. Bene, dove sono finiti quei soldi? Per non parlare del pgt...».
Cioè?
«La giunta abbia il coraggio di quantificare il valore della politica sul pgt: revocandolo hanno bloccato le entrate degli oneri di urbanizzazione, che sono fermi al 2005 - 2006. Sono circa 50 milioni di euro».
Oggi Tabacci ha rilanciato chiedendo dove fosse finito il fondo indiano interessato alla vendita di Serravalle...
«Dei potenziali acquirenti c’erano: c’era un soggetto italiano e dei fondi interessati, per questo avevamo pensato alla quotazione. Poi Tabacci ha detto che nessuno avrebbe comprato Serravalle, poi hanno parlato di una società Comune-Provincia: alla fine si è rivelato un gioco per far scappare gli acquirenti salvo dare a un soggetto unico il 20% di Sea, che vale tra i 16 e i 20 milioni di euro di dividendi. Tabacci è stato proprio abile. Non vorrei che Milano si trovasse a sperimentare privatizzazione degli utili e socializzazione del debito».