An si ritrova alleata e «insegue» in piazza

«Alleati più fedeli e sicuri di Berlusconi», ma non «camerieri di Forza Italia». Alleanza nazionale serra le fila di fronte alla tempesta politica in atto e a Genova riparte dalla sua identità. A costo di dare l’impressione di «inseguire» gli azzurri. Nel senso che il partito di Gianfranco Fini ritrova a Genova un’unità che forse era mancata ultimamente, ma soprattutto riscopre il gusto di fare politica a diretto contatto con la gente. E pazienza se i banchetti che verranno allestiti fin dalla prossima settimana potranno assomigliare ai gazebo che tante soddisfazioni hanno dato nelle ultime settimane a Berlusconi.
Il presidente provinciale Gianfranco Gadolla e tutti gli eletti di An nella provincia di Genova, tutti i presidenti di circoli e i dirigenti del partito si sono visti venerdì sera nella sede del Municipio Medio Levante per un confronto se necessario anche «franco», ma comunque rivolto al futuro prossimo. E non hanno impiegato più di due ore per ritrovarsi d’accordo su un documento che «rivendica con orgoglio la propria storia, con i valori e i principi di destra» oltre a «ringraziare il presidente Fini per l’atteggiamento risoluto in difesa dell’autonomia politica di An e a sostenere totalmente la linea di fermezza che ha determinato un sostanziale passo indietro dell’onorevole Berlusconi circa l’impostazione del Partito Unico». Una posizione forte che inorgoglisce Gadolla e soddisfa anche l’ala che fa capo a Giorgio Bornacin e Gianni Plinio, che proprio dell’orgoglio della destra autonoma da Forza Italia avevano sempre fatto la loro bandiera.
Ma la nuova, o sarebbe meglio dire la rinnovata linea di An a Genova trova nella piazza il principale motivo di attività politica. Nel corso della serata si è infatti convenuto di programmare a breve scadenza una serie di iniziative tra la gente. Temi caldi saranno proprio quelli maggiormente sentiti dai genovesi, e quindi legalità, sicurezza, immigrazione. Ecco così il rilancio di raccolte firme, banchetti, e punti d’incontro con i cittadini. Tutta quell’attività che nel più recente passato era forse venuta meno anche a causa di diversità di vedute interne sulle posizioni da assumere per la moschea o l’immigrazione clandestina. Nessuno vuole prendersi il merito di aver convinto qualche l’altro. Anche questo è un segnale di una ritrovata unità d’intenti proprio in un momento in cui il partito rischiava davvero grosso. Da An comunque «auspicano il ritorno a un dialogo costruttivo tra tutti i partiti della coalizione, purché ciò avvenga con pari dignità».