Si riunisce l’assemblea dell’Accomandita Ifi, via libera al bilancio

Per l’Unrae a giugno mercato dell’auto in attivo: più 5 per cento

Pierluigi Bonora

da Milano

Si chiude oggi, con la riunione dell’Accomandita, la serie di assemblee della galassia Agnelli. Dopo le holding Ifil e Ifi, l’incontro di oggi tra i membri della famiglia Agnelli sarà l’ultimo, prima dell’ingresso delle banche nel capitale Fiat. All’appuntamento dovrebbe intervenire anche Luca di Montezemolo. Non ci sarà, invece, Sergio Marchionne, in Usa per il board di Cnh. Dai soci accomandatari - il presidente Gianluigi Gabetti, il vice John Elkann, Tiberto Brandolini d’Adda e Alessandro Giovanni Nasi - e dagli esponenti dei diversi rami della dinastia è atteso un ulteriore segnale sull’impegno della famiglia. Dalle assemblee di Ifil e Ifi sono emerse indicazioni positive sulla crisi della Fiat, anche se, come ha sottolineato Gabetti, «il cammino è ancora lungo». L’Ifil, in particolare, è tornata a distribuire il dividendo e ha in cassa, dopo la vendita della Rinascente, liquidità per circa un miliardo. Difficilmente, però, queste risorse saranno indirizzate al Lingotto, per il quale l’azionista ha comunque in serbo «ove necessario, le iniziative più disparate». Intanto, da ieri, Luca Ferrero Ventimiglia, fa parte del cda Ifi i cui azionisti hanno approvato il bilancio 2004: utile di 38 milioni a livello civilistico e di 117 milioni a livello consolidato. Sono risultati in miglioramento rispetto al 2003, anche se per il terzo anno consecutivo non ci sarà dividendo. Novità nell’azionariato: nei primi mesi del 2005 il fondo americano K Capital partners ha aumentato la quota (dall’11,3 al 15,7%), diventando il secondo socio dopo l’Accomandita. Non compare Morgan Stanley, che a fine 2004 aveva il 10,9% del capitale privilegiato. Tutti positivi i titoli della scuderia: +2,20% Ifi, +0,46% Ifil e +1,16% Fiat, però ancora sotto i 6 euro (a 5,90). Torna il segno più, infine, nel mercato dell’auto di giugno. Le stime Unrae vedono una crescita delle vendite intorno al 5%, ma solo per l’effetto delle mancate consegne di maggio dopo lo stop dello bisarche.