Si rivede Brown E Garcia fa flop

8 Mark Brown. Ex travet. Il neozelandese ha vinto in India il Johnnie Walker Classic. Disgustato dal golf, aveva appeso la sacca al solito chiodo nel 2003, scegliendo un comodo impiego in ufficio. Tornato sui suoi passi tre anni dopo, ha ricominciato a girovagare per i Tour asiatici. Morale: il lavoro è per quelli che non sanno giocare a golf.
7 Ian Woosnam. Precursore. Una recente ricerca scientifica ha dimostrato che la sindrome di Peter Pan non è mai stata così sviluppata come oggigiorno: il maschio moderno infatti parrebbe non voler mai crescere. Da questo punto di vista, il campione gallese è un assoluto anticipatore della tendenza: lui infatti ha smesso di crescere a tredici anni...
6 ½ alla «Transition». Ardua. Per chi non lo sapesse, la «Transition» è uno dei momenti topici dello swing: è quello in cui il bastone invertendo la marcia, passa dalla fase del backswing a quella del downswing. Difficile da realizzare senza intoppi, è il segreto alla base di ogni grande colpitore di palla. La «Transition» più fluida? Senza dubbio quella dello svedese Henrik Stenson. Vedere per credere.
5- alla metaconoscenza. Perniciosa. Per chi non lo sapesse, questa consiste nella capacità di pensare e quindi di guardare i propri pensieri. Essendo la mente dei neurogolfisti domenicali piena come un uovo di flappe e socket, è consigliabile che essi non indulgano troppo in questa attività. Meglio darsi all'imbarbarimento davanti alla visione del Grande Fratello.
4 Sergio Garcia. Un rebus. Nel 2008 l'uomo è riuscito a fotografare il misteriosissimo Punto G femminile, ma non è ancora entrato in possesso di una foto dello spagnolo che imbuca un putt decisivo. Mah...