Si salvano solo gli editoriali

Eni perde il 4%, pesanti i bancari

Un’altra seduta al limite del panico per Piazza Affari, con gli indici Mibtel e S&P/Mib che hanno perso rispettivamente il 2,52% e il 2,72%. Anche a Milano non si è spento l’effetto Lehman e, anzi, altre vittime appaiono all’orizzonte, nonostante i big italiani si stiano affrettando a mostrare esposizioni non ingenti. I cali tra bancari e assicurativi sono comunque stati in qualche caso davvero ingenti: Mediolanum ha perso, per esempio, il 6,55%, Intesa Sanpaolo il 4,72%, Unicredit il 4,44% e Fondiaria-Sai il 3,87%. Male anche la Popolare di Milano (-3,02%), mentre Monte dei Paschi è scesa del 3,23%. Hanno invece tentato di contenere le perdite sia Mediobanca, giù dell’1,37%, sia Generali, limata dello 0,79%, nella settimana che si annuncia decisiva per gli assetti di Piazzetta Cuccia. Seduta fortemente negativa anche per i petroliferi, con Eni negativa del 4,62% e Saipem del 4,39%. Male Seat, in discesa del 3,95%. La corrente di vendite ha investito Italcementi e Impregilo, in ribasso rispettivamente del 2,31% e del 2%. Tra i titoli a maggior capitalizzazione, quello meno penalizzato è Enel (-1,06%). Più o meno sulla stessa linea Telecom (-1,11%). Nel settore delle tlc Fastweb ha segnato una perdita dell’1,36% e Tiscali dell’1,23%. Vivace il comparto dei media: Rcs è cresciuta del 2,77%, Mondadori del 2,33%, Mediaset dell’1,13%, «L’Espresso» dello 0,43%. Più debole «Il Sole 24 Ore», sceso del 4,96%. Acquisti nel finale di seduta sul titolo Fiat, cresciuto dell’1,91%. Nel comparto bene anche Pirelli (+2,49%). In Europa, a Parigi maglia nera a Dexia (-8,48%). A Francoforte pesante Commerz (-12,89%), mentre a Londra giornata nera per Royal Bank of Scotland (-10,67%).