Si schianta un Boeing russo, tra gli 88 morti c’è un italiano

Non ci sono superstiti. Il volo cade sulla Transiberiana

da Mosca

In Russia, negli Urali, un Boeing 737-500 dell’Aeroflot Nord, controllata della compagnia di bandiera russa, si è schiantato al suolo in fase di atterraggio alla periferia della città di Perm, causando la morte delle 88 persone a bordo, compresi i sei membri dell’equipaggio. Tra le vittime anche sette bambini e 21 stranieri, tra i quali un imprenditore trevigiano del settore legno, Tommaso Martinazzo, 51 anni, di Crocetta del Montello.
Nella lista degli stranieri, secondo Aeroflot, figurano nove azeri, cinque ucraini, un francese, uno svizzero, un lettone, un tedesco, un turco e un americano, quasi tutti in viaggio di lavoro verso Perm, moderna città industriale di un milione di abitanti. Tra le vittime c’è anche il generale Gennady Troshev, per i russi eroe militare, uomo della linea dura nelle due guerre cecene. Guidò la 58ma armata nel conflitto del 1995. Nel 1999 contribuì alla vittoria di Mosca nella seconda guerra in Cecenia.
I resti del velivolo sono stati ritrovati in un raggio di quattro chilometri quadrati. L’aereo si è abbattuto sulla Transiberiana, il principale collegamento ferroviario tra Mosca e l’estremo oriente russo, interrotto dopo l’incidente. Numerosi treni sono stati costretti a deviare. Per ora il comitato investigativo della procura ha aperto un’indagine con l’ipotesi di violazione delle norme di sicurezza e in serata ha indicato in difetti del motore destro la possibile causa del disastro. Vertici dell’Aeroflot, ieri, avevano dichiarato di non escludere l’ipotesi di un attentato terroristico. Problemi tecnici, ha confermato il ministero dei Trasporti, che ha invece escluso qualsiasi indizio di un’azione di terrorismo.
Secondo varie testimonianze, prima dell’atterraggio un motore si sarebbe incendiato e sarebbe esploso. L’ipotesi di un errore umano è invece avvalorata da un’intervista di un controllore di volo di Perm, Irek Bikbob, secondo il quale il pilota avrebbe avuto «una condotta inadeguata» e non avrebbe seguito le indicazioni per l’atterraggio. Il ritrovamento delle due scatole nere consentirà di ricostruire l’accaduto.
Il velivolo era partito dall’aeroporto internazionale Sheremetevo di Mosca nella notte di sabato e dopo meno di due ore ha perso i contatti con la torre di controllo a circa 1.100 metri di altitudine, mentre stava per atterrare a Perm, a circa 1.400 chilometri dalla capitale. Secondo la testimonianza di una donna, confermata dal controllore di volo locale, il Boeing ha preso fuoco quando era ancora in volo.