Si sente povera una persona su due

Nel Lazio le persone oggettivamente povere sono il 21,8% e coloro che «si sentono» povere superano il 54%. Le più colpite sono le famiglie numerose, con tre e più figli dove la povertà oggettiva raggiunge il 42 per cento%. In pratica una persona su cinque vive con uno stipendio medio al di sotto della soglia di povertà. Nella regione il reddito medio di una famiglia di una sola persona è di 1185 euro e cresce fino a 2634 per 4 persone. Gli uomini guadagnano di più, le donne di meno. Chi sta meglio sono i lavoratori indipendenti e coloro che hanno un buon livello di scolarizzazione. Il 66,6 per cento del campione ha la casa di proprietà, il 25,5 vive in affitto. Per il mutuo o l’affitto serve almeno un terzo del reddito. Le donne poi si sentono più povere degli uomini. In una scala di valore l’ultimo posto è occupato dalla provincia di Frosinone dove la povertà è pari al 30,1 per cento, seguita da Rieti 26,5, Latina 25,9, Viterbo 25 e Roma 19,7.
Questi dati allarmanti (ma la cautela è d’obbligo), che si discostano dalle rilevazioni Istat ma sono in linea con l’allarme diffuso per l’impoverimento della società, sono emersi dall’indagine «Povertà e indebitamento delle famiglie» realizzata per la Regione Lazio dai ricercatori del Cnr. L’indagine ha coinvolto circa duemila persone residenti in 25 comuni della regione compresi i capoluoghi. La soglia di povertà è stata individuata in 576 euro per una persona e 960 euro al mese per famiglie con due persone fino a 1824 per 5 o più persone. Considerando questi paletti si passa dal 14,4 per cento di poveri fra i singoli al 42 delle famiglie più numerose.
Se i dati oggettivi sono sconfortanti, lo sono ancor di più quelli soggettivi. Il 54,3 per cento si sente povero, i single più degli altri, le donne più degli uomini. A livello locale Roma sta meglio delle altre province. Molti poi pensano che la situazione sia peggiorata nell’ultimo anno e vedono nero.
Se l’Eurispes parla di un paese in cui la povertà dilaga, l’Istat è più rassicurante (il 14% delle famiglie ha difficoltà a arrivare a fine mese), ma è generale la sensazione che la povertà sfiori la classe media. E i barboni non sono scomparsi nel ’900. Secondo la Caritas sarebbero 10 mila i senza fissa dimora a Roma escludendo i campi nomadi, ricorda Marco Revelli del Ministero della Solidarietà Sociale. C’è poi l’indebitamento dovuto a mutui a tasso variabile, a malattie, o alle micidiali carte di credito prepagate da restituire a tassi altissimi. Un aiuto dovrebbe venire dal «Microcredito» della Regione Lazio. Fa prestiti all’1 per cento di 20 mila euro a microimprese e di 10 mila a soggetti a cui la banca non darebbe un soldo.