Si spara a 12 anni con la pistola del papà

Genova, il bambino era solo in casa. Ora è in coma all’ospedale
Gaslini

Genova - L’hanno trovato la mamma e il fratellino di otto anni che tornavano dalla lezione di catechismo: era riverso a terra in un lago di sangue nella sua cameretta piena di sole, tra i libri di scuola e i giochi di un bambino di 12 anni appena, com’è lui. Vicino alla mano una vecchia pistola mezzo arrugginita. In testa due fori di proiettile uno di entrata e uno di uscita.

Lunedì pomeriggio in una bella abitazione del levante genovese a due passi dal mare è accaduto qualcosa di terribile. Un incidente, un gioco, o quella cosa che, trattandosi di un bambino, si fa fatica anche solo a pensare, ma non si può ancora escludere: un tentativo di suicidio. Adesso il piccolo si trova ricoverato in condizioni gravissime nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Gaslini di Genova Quarto: ha subito un intervento di neurochirurgia durato cinque ore e i medici lo tengono in coma farmacologico per consentire al suo organismo di lottare. Intanto i carabinieri hanno posto l’appartamento sotto sequestro dopo averlo setacciato per tutto il giorno, ieri, alla ricerca di tracce significative per poter chiarire la dinamica dell’episodio. «Di certo c’è poco - ha spiegato il colonnello Marco Lorenzoni che coordina le indagini -, sembra tuttavia che il bambino abbia fatto tutto da sé, insomma, che non siano intervenute altre persone». Il piccolo era solo in casa, mentre la mamma, infermiera all’ospedale pediatrico Gaslini, era andata a prendere il figlio minore alla lezione di catechismo, che finiva alle 17.45, nella parrocchia di Quinto, poco lontano. Appena un quarto d’ora dopo il rientro a casa e la terribile scoperta. La donna pensa a una caduta, a un trauma e chiama i sanitari del 118: i soccorsi arrivano tempestivi. In un lampo, visti i pochi chilometri, il piccolo ferito arriva al pronto soccorso, ma qui i medici capiscono che si tratta di un colpo di pistola. La pistola che il bambino aveva vicino a sé, nella cameretta e ritrovata dai carabinieri poco dopo.

L’arma, che risale alla seconda guerra mondiale ed è anche in parte arrugginita, appartiene alla collezione di armi che il padre, ex giardiniere che sta seguendo un corso da tassista, tiene in casa in un armadio insieme ad alcuni fucili da caccia. Le armi, come hanno chiarito subito gli inquirenti, sono regolarmente detenute: resta da capire perché e come il bambino sia riuscito a prendere con facilità la pistola che doveva essere tenuta sotto chiave. Questo significativo aspetto sarà il papà a doverlo spiegare. L’uomo è distrutto dal dolore e con la moglie non lascia un attimo l’ospedale in attesa di qualche buona notizia. I medici non possono sbilanciarsi, ma non smettono di sperare: entro 48 ore la situazione potrebbe stabilizzarsi, anche se non si conosce l’entità dei danni cerebrali. Il dodicenne seguiva come il fratellino i corsi di catechismo a Quinto per fare la cresima. L’insegnante Luisa Ferrari lo descrive come un bambino sereno. «Anzi - dice - venerdì scorso, l’ultima volta che l’ho visto era radioso, ed era contento perché il padre gli aveva promesso di andare a pescare i polpi». Anche gli insegnanti e il preside della scuola Media Bernardo Strozzi, frequentata dal bambino lo descrivono come un bimbo sereno, molto seguito dai genitori: «È sempre stato nella più assoluta normalità», commenta il dirigente scolastico Piermario Grosso. «Adesso - dicono i medici - dobbiamo solo sperare».