Si è spenta Mery, locandiera del Bracco

È morta a 87 anni la locandiera del Passo del Bracco, Mery Vincilai Ameghino, che gestiva la trattoria «Davidin», dove si sono succedute cinque generazioni. La locanda, che risale al 1500, ha vissuto il tempo delle carovaniere delle prime diligenze postali, dando assistenza ai viandanti con stalle e con il cambio dei cavalli, offrendo inoltre una buona cucina. Davanti alla trattoria inoltre c’è stato il passaggio di tutti i Giri d’Italia di ciclismo. La Locanda del Bracco è ora gestita dal figlio Lino, di 55 anni. I funerali di Mery si terranno domani mattina, alle 10, nella Chiesa di San Saturnino a Moneglia. E per tanti sarà come fare un passo indietro nel tempo, affondando nei ricordi. La trattoria e la famiglia di Mery Vincilai Ameghino sono strettamente legati al passo del Bracco, a 400 metri sul livello del mare, lungo l’aintica via romana che fu percorsa anche da re di Persia. Il passo va ricordato anche e in modo particolare per il passaggio di illustri personaggi. Tutte le notizie si possono trovare sul sito www.aclibracco.org dove si legge come «ambasciatori, regnanti, parlamentari, poeti, inventori, dignitari ecclesiastici con le loro diligenze vi si fermavano per il cambio dei cavalli, per ristorarsi ed eventualmente alloggiare nella secolare trattoria degli Ameghino, denominata Davidin». E ancora: «Luca Cambiaso, il principe della pittura linguistica, in una lettera ad un suo amico, fece per primo cenno alla trattoria degli Ameghino. Nel 1784 vi passò a cavallo l'imperatore Giuseppe II. L’11 luglio 1809 vi sostò, prigioniero dei francesi, il pontefice Pio VII. Alessandro Manzoni in una lettera del 7 agosto 1827, descrisse all'amico Grossi, il panorama che ammirò passando dal Bracco. Nel 1830 transitò Giuseppe Mazzini; Giuseppe Garibaldi quando si recava a Chiavari in visita al proprio cugino, più volte salì al Bracco sempre ospite degli Ameghino. E poi nel 1848, si ricorda il passaggio del prete patriota torinese Vincenzo Gioberti. Nel 1853 il musicista Riccardo Wagner passò dal Bracco, diretto a La Spezia. Proclamata l'unità d'Italia nel 1861, gli abitanti del Bracco videro il passaggio del primo Re d'Italia».