Si spezza il ponte E' strage sul Mississippi Ricerche per i dispersi 

Il ponte a otto corsie dell'autostrada ha ceduto di schianto. Ripescati 4 corpi, ma ci sono decine di feriti e dispersi. La Casa Bianca: "Il rischio era stato segnalato"

Washington - Una tragedia da film dell'orrore. Un ponte sull'autostrada che attraversa il fiume Mississippi a Minneapolis che crolla mercoledì pomeriggio nell’ora di punta (l'una di notte di giovedì in Italia) trascinando nelle vorticose acque decine di automezzi. Si è pensato a un attentato. Ma non era così: il ponte, lungo 150 metri e a 20 metri di altezza dal fiume, costruito quarant'anni fa, soffriva di problemi strutturali con ogni probabilità non valutati in tutta la loro gravità.
Le vittime confermate giovedì dalle autorità erano quattro ma in realtà il bilancio è molto più pesante: i dispersi sarebbero più di cinquanta oltre a 79 feriti, di cui molti in gravi condizioni. Nelle ultime ore molti altri cadaveri sarebbero stati recuperati tra le macerie e il corso d’acqua.

Il ponte, due sensi di marcia, otto corsie, di cui quattro chiuse per lavori in corso, ha impiegato quattro secondi a spezzarsi in due. Uno dei tronconi è poi scivolato lentamente in acqua facendo scorrere verso il basso auto e camion con i passeggeri terrorizzati che tentavano di bloccare i veicoli e scappare.
È stato un miracolo che l'autista di uno scuolabus con 50 bambini a bordo che tornavano da un campo estivo sia riuscito a ad attraversare proprio mentre la struttura si spezzava. Otto bambini fra i 5 e i 14 anni sono finiti al pronto soccorso con lievi contusioni.
Il presidente Bush ha fatto le condoglianze ai parenti delle vittime promettendo aiuti federali per la ricostruzione mentre sua moglie Laura è partita per Minneapolis.

«Ormai - ha spiegato il capo dei pompieri Jim Clark - si tratta di un lavoro di recupero delle salme. Purtroppo non abbiamo più speranze di poter salvare qualcuno».
«I parenti dei dispersi sono stati riuniti in una sala dell'hotel Holyday Inn che sovrasta il ponte in attesa di notizie dai soccorritori. I sommozzatori stanno svitando le targhe delle auto ancora sott'acqua per arrivare all'identificazione delle eventuali vittime».
«Ciò che rimane del ponte - ha spiegato il capo della polizia Tim Dolan - è instabile. Considerando che al di sotto ci sono le terribile acque del Mississippi con la loro formidabile corrente, le operazioni di soccorso vanno al rallentatore. Abbiamo ancora, sotto l'enorme spezzone di cemento che è finito in acqua, decine di veicoli dove purtroppo troveremo dei cadaveri».

I ponti Usa sono da anni nell’occhio del ciclone per mancanza di manutenzione seria. Nel 2003 l'associazione degli ingegneri civili americani aveva lanciato l'allarme: il ventisette per cento (158 mila ponti circa) presentava problemi di corrosione e carenza di solidità nelle infrastrutture.
Un'ispezione fatta due anni fa al ponte crollato aveva riportato gravi carenze della stabilità strutturale. Lo stesso portavoce della casa Bianca Tony Snow ha rivelato che su una scala da 1 a 120 il ponte di Minneapolis era stato valutato 50.

Il governatore dello stato Tim Pawlenty ha spiegato che dopo l'ispezione del 2005 la struttura era stata nuovamente esaminata nel 2006. «In quell'occasione - ha detto Pawlenty - i tecnici del ministero dei Trasporti ci avevano assicurato che il ponte avrebbe potuto reggere fino almeno il 2020».
Al momento del crollo diciotto operai stavano gettando su una delle corsie un velo di calcestruzzo e riparavano alcuni parapetti.