Si sposano per diventare italiani

Loro non chiedevano i Pacs. Volevano un matrimonio a tutti gli effetti. Anzi, matrimoni di antica memoria, combinati, basati su questioni di interesse. Solo che la «dote» offerta era alquanto insolita e soprattutto illegale: la cittadinanza italiana. Poco avvenenti signore di mezza età si offrivano a cittadini extracomunitari, in cambio di ingenti quantità di denaro concesse dai giovani partner. A scoprire questi matrimoni rigorosamente senza amore sono stati i carabinieri di Altare che hanno scovato questo giro d’affari che coinvolgeva attempate residenti dell’entroterra savonese. Alcuni annunci pubblicati sull’albo pretorio del Comune altarese non potevano non balzare agli occhi dei militari. Così certamente sorpreso è stato il maresciallo Luigi Legrottaglie quando ha scoperto l’annuncio di una signora di 58 anni promessa a un cubano di 33, proveniente dal Cairo. Molti i casi analoghi che hanno fatto partire le indagini su ipotesi di circonvenzione di incapaci o di truffa. Quello che sembra certo è che l’arrivo dei carabinieri ha già rovinato molte feste ai «fiori d’arancio» che erano in programma nei prossimi giorni. «Hanno litigato» è stata la giustificazione data ai militari per alcune nozze «di comodo», inspiegabilmente rinviate.