Si tenta di uccidere Fidel Castro: Cuba si infuria per un videogame

Il protagonista di <em>Call of Duty</em> tenta di uccidere un giovane Fidel durante la Guerra fredda. L'Avana: &quot;Stimola atteggiamenti violenti&quot;  

Washington - Il contesto è quella della Guerra fredda. Il 1962: crisi dei missili tra Castro e il presidente americano J. F. Kennedy. Una serie di soldati armati vengono inviati in Russia, Vietnam, Cuba. La guerra inizia proprio dall' isola caraibica con una sequenza iniziale in cui il protagonista tenta di eliminare un giovane Fidel Castro tra le strade di Havana. Troppo ardito, per Cuba. A un giorno dall'uscita del gioco di fabbrica americana Call of Duty: Black Ops, lanciato martedì in tutto il mondo, arriva la furia del governo cubano. "Il gioco stimolerebbe atteggiamenti sociopatici nei bambini e adolescenti americani -ha dichiarato un portavoce del governo- ed esalterebbe fin troppo gli attentati che gli Usa pianificarono contro il leader cubano".

Attacco agli Usa "Quello che il governo statunitense non è riuscito a fare in più di 50 anni, ora vuole farlo virtualmente", si legge in un articolo pubblicato sul sito Cubadebate . Riferimento confermato dalle autorità cubane, secondo cui Call of Duty rifletterebbe "la realtà dal momento che ci sono stati più di 600 tentativi di uccidere Castro da parte degli Usa da quando prese il potere nel 1959, convertendo Cuba in un Paese comunista".

Aumento della violenza Secondo la Activision, casa produttrice del videogame, potranno giocare fino a 18 persone simultaneamente su internet e ciò, secondo Cuba, aumenterebbe ancor di più il grado di violenza. Insomma, come se non bastasse, un'altra insidia nei già problematici rapporti tra i due Paesi.