Si uccide in cella il killer di Colturani Era la terza volta che ci provava

Aveva già tentato due volte di togliersi la vita e l’altro giorno rimasto solo in carcere ha infilato la testa in un cappio e si è lasciato andare. Le guardie sono intervenute quasi subito ma Serghiei Dragan, 32 anni, è morto qualche ora dopo in ospedale. L’uomo, di origine moldava stava scontando una condanna di 24 anni e sei mesi per aver partecipato alla drammatica rapina in casa conclusa con la morte di Marzio Colturani, 64 anni, noto ginecologo milanese.
La notte del 13 novembre del 2007 Dragan insieme ad altri due connazionali fece irruzione nell’appartamento Colturani in via Comerio 3 alla Fiera. In quel momento in casa oltre al medico c’è solo il figlio Luca, 33 anni. La moglie infatti è morta da tempo, mentre l’altro ragazzo, Matteo, 37 anni, vive da solo. I banditi colpiscono e imbavagliano i due, ma il nastro adesivo sulla bocca è fatale al ginecologo che muore soffocato. I carabinieri sospettano la domestica moldava Tatiana Mitrean, 26 anni, clandestina, da un paio d’anni a servizio dei Colturani. Seguendo questa pista tre mesi dopo arrestano la ragazza, la madre e un amico ucraino. Altri cinque connazionali riescono a fuggire, ma uno dopo l’altro vengono rintracciati e fermati. Al processo Dragan e i due autori materiali dell’aggressione vengono condannati a 24 anni e sei mesi, 12 anni vengono invece inflitti a un quarto complice, mentre il capo della banda è ancora sotto processo. Anche se l’uomo si è sempre dichiarato innocente, nonostante fosse stato riconosciuto da Luca Colturani.
In carcere aveva già tentato due volte di impiccarsi ma era sempre stato fermato in tempo e per questo il suo avvocato difensore aveva chiesto per lui una perizia psichiatrica. Nonostante questo non era ritenuto un detenuto a rischio e aveva iniziato a scontare la pena in una cella del carcere di Opera. Giovedì sera si era guastata la televisione e il suo compagno aveva ottenuto il trasferimento in un’altra cella, Dragan aveva rifiutato l’offerta ed era rimasto da solo. È stato trovato alle 3 di notte dagli agenti della polizia penitenziaria appeso a un cappio. Raccolto ancora agonizzante è stato portato in ospedale dove ha cessato di vivere qualche ora dopo.