Si uccide il «dottor Antrace» Scatenò il terrore negli Usa

Era accusato di aver spedito le lettere «tossiche» che fecero 5 morti

da New York

L’Fbi era pronto a incriminarlo come l’uomo che spaventò gli Usa con le lettere all’antrace e la condanna a morte sembrava scontata. Ma il sessantaduenne ricercatore Bruce Ivins, non arriverà mai davanti a un giudice, perché si è suicidato martedì scorso. Al Frederick Memorial Hospital non hanno avuto dubbi: avvelenamento provocato da un miscuglio di Tylenol e codeina.
La morte del ricercatore metterà probabilmente fine a un’indagine durata più di sei anni: le spore mortali inviate per posta ad alcuni network, giornali e politici all'indomani degli attentati dell'11 settembre, avevano provocato la morte di cinque persone e l'avvelenamento di altre 17. Due addetti alla distribuzione postale, due donne rispettivamente di New York e del Connecticut, ed un giornalista sono morti. Altre lettere con le spore, che hanno seminato panico ma non provocato gravi danni, erano state ricevute dai senatori del Vermont Patrick Leahy e del South Dakota Tom Daschle e nelle redazioni della Nbc e del New York Post.
Il panico al Congresso è stato tale che ancora oggi senatori e deputati non ricevono direttamente la posta e le loro lettere vengono prima controllate da un laboratorio specializzato. Secondo il quotidiano Los Angeles Times Bruce Ivins era stato informato giorni fa dall'Fbi sull'imminente istituzione di un procedimento legale nei suoi confronti.
«Per ora non facciamo commenti - si è limitata a dire la portavoce dell'Fbi di Washington Debbie Weierman - quando avremo qualcosa di appropriato da comunicare i media verranno immediatamente informati».
Nell'autunno del 2001, mentre l'America si riprendeva dalla batosta dell'11 settembre, e gli americani guardavano con sospetto ogni lettera in arrivo, gli investigatori avevano cominciato a sospettare che l'antrace provenisse dai laboratori militari di Fort Detrick, presso cui il ricercatore lavorava da più di 10 anni.
I primi sospetti caddero su un collega di Bruce Ivins, Steve Hatfill, che le autorità avevano indicato come persona «probabilmente coinvolta» nella vicenda. Hatfill, che si è sempre dichiarato innocente, ha appena ricevuto come indennizzo dal governo Usa 2,8 milioni in contanti e 150mila dollari l’anno a vita.
All'inizio dell'indagine l'Fbi aveva chiesto a Bruce Ivins, in quanto esperto, di collaborare alle indagini. L'indagine aveva avuto una svolta positiva quando gli inquirenti si sono resi conto che Bruce Ivins aveva mentito su un episodio di contaminazione da antrace nei laboratori dove lavorava.