Si uccide per evitare il matrimonio combinato

Gianluca Pedrazzi

da Soliera (Modena)

Kaur era indiana, aveva due figli di 12 e 13 anni avuti dall’uomo che amava. Che aveva scelto come marito e col quale era venuta nel nostro Paese per una vita diversa. Ma quell’uomo è morto dopo una lunga malattia e Kaur sapeva cosa l’attendeva quando i familiari l’hanno richiamata in patria. Doveva risposarsi e, come da tradizione indiana, doveva farlo con il cognato. Un 70enne. Per non pronunciare quel sì, la giovane madre indiana, residente a Soliera, nella Bassa modenese, perfettamente integrata nella comunità locale, ha deciso di farla finita. Una decina di giorni fa si è suicidata gettandosi sotto un treno in corsa nei pressi della stazione del paese.
Dapprima nessuno ha immaginato cosa si nascondesse dietro quel gesto estremo. Ma i racconti angosciati di Kaur alle colleghe e alle amiche hanno spinto la magistratura ad indagare fino a scoprire un biglietto, una lettera testamento scritta dalla donna, che non lascia dubbi. La 31enne non riusciva a sopportare quell’imposizione.
In India Kaur era andata, ma da sola, evitando di portare con sé i figli, nel timore che non li avrebbero fatti più tornare. Poi la fuga e il rientro in Italia. E infine una morte. Che apre nuovi preoccupanti interrogativi sull’integrazione culturale e religiosa. «Non riesco a non pensare a una ragazza come lei, che ha la mia stessa età, che si è tolta la vita lasciando orfani due bambini», ha detto il sindaco Davide Baruffi, che chiede di spegnere rapidamente i riflettori su questo dramma per tutelare i due figlioletti. Anche il sindaco è colpito «da un dramma che scuote le coscienze di quanti, come il sottoscritto - spiega Baruffi - hanno a cuore i diritti di libertà delle persone, universali ed incoercibili a prescindere dalla cultura e dalla razza di ciascuno...».
Per il momento i due figli, una bambina di 13 anni e un bimbo di 12, che tra pochi giorni torneranno sui banchi di scuola, sono presso una famiglia di Carpi, che li ha in affido provvisorio, in attesa delle decisioni del Tribunale dei Minori di Bologna. La tragedia è, ovviamente, infatti, ben lungi dalla parola fine, perché carabinieri e Ufficio stranieri della questura di Modena continuano nelle indagini e i vicini di casa di Kaur confermano che la donna era ossessionata dall’imposizione ricevuta. La religione della giovane madre indiana prevede che la cremazione della salma sia un momento pubblico a cui dovrebbero assistere i parenti, cerimonia che i metodi «occidentali» non prevedono. Così è nato il problema se e come far arrivare la salma della madre in India. Ma il peggio riguarda il futuro dei due bambini: la donna nella sua lettera-testamento ha chiesto espressamente che restino in Italia. Loro però sono nati in India e, dunque, sono cittadini stranieri. Se un parente si presentasse a reclamarne l’affidamento non ci sarebbe probabilmente nulla da fare. Nonostante abitino da anni a Soliera e siano perfettamente integrati. Il comune, da parte sua, ha chiesto al Tribunale dei minori di farsi carico della volontà della madre, mentre anche la politica prende posizione: la Lega Nord, esprimendo «sincero dolore per la fine di una donna che ha subito violenze e pressioni psicologiche dettate dall’ignoranza e dalla religione», chiede «di intervenire con fermezza». «E con fermezza - sottolinea il segretario federale Angelo Alessandri - prevedere sanzioni detentive durissime, per chi commette crimini in nome di una religione o cultura, pensando che in Italia tutto sia lecito».