SI VOLA ALTO CON IL NUOVO SGARBI

A volte sembra scocciarsi, e se la prende tra il serio e l’ironico con la regia, con le inquadrature non ben centrate, persino con l’arredamento dello studio, la scomodità delle sedie, le luci fioche, la povertà della scenografia, e chissà cos’altro. A volte si alza, esce da una porta e si diverte a presentare un’orchestrina di amici nello studio accanto. Tutto questo a volte. Perché per il resto, quando ne ha voglia e per fortuna ne ha spesso voglia, il Vittorio Sgarbi tornato alla chetichella in televisione con gli Sgarbiequotidiani (dal lunedì al venerdì sul circuito Italia 7 Gold, ore 20) riconcilia con il desiderio di assistere a una trasmissione di grande respiro umanistico, unica nel suo genere, in cui ospiti competenti partecipano con uno spirito altrettanto inusuale: non cercano di aver ragione a tutti i costi, ma vogliono discutere dell’argomento all’ordine del giorno con chiarezza e rispetto. Capita così di imbattersi, ad esempio, in una bellissima disquisizione sul teatro e il suo destino, con Giorgio Albertazzi che si dichiara convinto che non sia in crisi il teatro, ma certe sue forme rigide di rappresentazione, come la pièce intesa nel suo ordine codificato e non più coinvolgente, in cui tutto è perfettino ma senza emozione, in cui diventa sempre più importante la regia a discapito del personaggio al centro della drammaturgia, e così vai a teatro a vedere l'Amleto o il Faust e non li trovi più. Capita poi di assistere a un’altra interessante puntata in cui si parla della globalizzazione economica, dei suoi effetti e delle sue prospettive con due economisti di vaglia come Paolo Savona e Carlo Pelanda, alle cui analisi in studio replica Sgarbi, collegato abitualmente da una diversa postazione e inquadrato dentro la cornice di un quadro, forse in omaggio al suo ruolo mai dismesso di critico d’arte. Il punto di forza della trasmissione è che si cerca sempre di volare alto, senza le piccinerie degli scontri ideologici per partito preso e le logiche di schieramento. Ne guadagna la vitalità intellettuale e la profondità di analisi critica, il più possibile libera da lacci pregiudiziali. Sgarbiequotidiani è anche uno spazio dove si ascoltano giudizi dati con competenza, valutazioni espresse senza timori o timidezze, complice un’atmosfera di stimolante apertura mentale che favorisce un confronto non animoso, e quindi più fertile, dei diversi punti di vista. Lo spettatore non si aspetti l’irruenza tagliente e torrenziale dello «Sgarbpolitik» di qualche anno fa, ormai agli archivi della nostra tv. Lo Sgarbi di oggi è diverso da quello di allora, ma quel che ha perso in focosità dialettica lo ha guadagnato in profondità. Rimane intatta la capacità di fare un tipo di televisione che spiazza e si distingue.